Groundhog Day 2019

E così Phil si è pronunciato: niente ombra all’orizzonte…

… la primavera è più vicina!

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Saltare lo squalo

Da me il lunedì sera è diventato un appuntamento fisso targato This is us. Se non conoscete questa serie-tv vi consiglio di recuperarla perchè parliamo, nel complesso, di una storia veramente ben raccontata e abilmente strutturata, piena di colpi di scena nascosti tra le maglie di una trama all’apparenza semplice. Insomma, al netto di quello che sto per dirvi, la serie merita. E comunque io vi avevo già avvisati QUI.

Da un paio di settimane è iniziata la sua terza stagione che, però, sembra aver perso qualcosa. Sebbene siamo soltanto al terzo episodio (un pò prematuro per giudicare, lo so), mi trovo costretto, mio malgrado, ad evidenziare una palese stanchezza nei contenuti. Senza incappare in spoiler, dico solo che alcune scelte degli sceneggiatori stanno portando ad “allungare il brodo” con sottotrame incoerenti e del tutto avulse da quello che è il cuore di This is us. Sembra che tutti i personaggi stiano vagando senza una vera e propria direzione, andando a sbattere contro avvenimenti privi di logica narrativa. In sostanza, anche per This is us è arrivato il tanto temuto momento del Salto dello squalo.

L’espressione Saltare lo squalo (in inglese Jumping the shark) è un neologismo utilizzato soprattutto nel campo delle serie-tv e sta a significare quando, appunto, un prodotto televisivo ha raggiunto il massimo della sua popolarità e delle sue potenzialità e si appresta a vivere il suo periodo di declino.

Per capire l’origine della terminologia e scoprire qual è stato l’evento che letteralmente ha “saltato lo squalo” dobbiamo ritornare al 1977. Tutti voi conoscerete la celebre serie Happy Days basata sulle vicende di un gruppo di adolescenti e delle loro famiglie nei favolosi anni ’50. Ecco, in quell’anno andava in onda la sua quinta stagione. Nel primo episodio vediamo tutto il cast principale in visita a Los Angeles dove Fonzie è impegnato in una sfida di sci nautico. Qui il nostro impavido playboy, indossando la sua onnipresente giacca di pelle e un improbabile costume da bagno, riesce nientepopodimenoche nell’impresa coraggiosa di… saltare uno squalo! Tutto questo, in un contesto grottesco e inverosimile rispetto ad una serie che, nei suoi primi anni, aveva improntato fortemente il suo marchio ad avvenimenti familiari e adolescenziali vicini alla realtà. Una stonatura, insomma.
Questo cambio di rotta è quindi riconosciuto come uno spartiacque tra la prima parte della serie e il suo (inferiore) proseguo.

C’è da considerare che spesso il Jump the shark è proprio la principale causa di cancellazione degli show televisivi americani (Happy Endings, ricordate?) ed è ciò che fa diminuire gli ascolti e che spinge gli incuranti produttori a chiudere prematuramente una serie tv. Alla faccia dei buoni sentimenti e del cuore degli spettatori.

Col passare del tempo, la terminologia del salto dello squalo è diventato di uso comune nei paesi anglosassoni, annoverandolo anche in campi differenti a quello d’origine. Si parla di Jumping the shark, infatti, anche per quei cantanti, attori e gente dello spettacolo che hanno esaurito la loro aurea di popolarità ed interesse nei confronti delle masse e che, saltando lo squalo, si sono poi ritrovati a fare i conti con la parabola discendente o, addirittura, dell’anonimato. Ogni scarpa addiventa scarpone, si dice dalle mie parti.  

 

jump-the-shark

 

Appunti sul diario

Pagine del diario

Riordiniamo un pò le idee buttando giù un veloce aggiornamento.

Come avrete avuto modo di notare nel post precedente, ho iniziato a trasferire in My World… il materiale rilevante pubblicato su Alone in Kyoto nel corso degli anni. La gestione di due blog è ormai impossibile per me e, quindi, tanto vale portare di qua il lavoro che non merita di essere dimenticato. Per cui, nei prossimi mesi i nuovi articoli di questo sito saranno intervallati da recensioni (o pseudo tali) di film a cui in passato ho dedicato la mia attenzione. I posteri (?) potranno tirare un sospiro di sollievo.

Durante le feste natalizie ho visto lo speciale di Black Mirror di cui tutti parlano. Opinione: Promossa a pieno voti. Bandersnatch non solo resta coerente con lo spirito della serie ideata da Charlie Brooker, ma addirittura riesce nell’intento di portarla ad un livello successivo, quello dell’interazione soggettiva da parte dello spettatore. Che poi si potrà discutere sulla vera utilità della scelta multipla e di una trama che è solo apparentemente contorta. Perchè anche il parere è soggettivo, esattamente come le scelte fatte fare al protagonista. Ma Bandersnatch rimane una meraviglia che i cultori di Black Mirror non possono non riconoscere nella forma e nei contenuti.

Dopo diversi anni sono riuscito a rivedere i miei cugini che vivono ormai in pianta stabile a Modena. Sono stati incontri veloci e brevi, come ormai le nostre vite fatte soprattutto di bambini e impegni lavorativi ci impongono di fare. Sono lontani i tempi spensierati dell’adolescenza vissuta insieme. Tuttavia li ho trovati bene. Resistiamo bene.

In questi giorni le temperature sono calate parecchio. Si dice che, nei prossimi giorni, potrebbe tornare a nevicare come già successo lo scorso febbraio, quando dalle mie parti si è assistito ad una storica imbiancata senza precedenti a memoria d’uomo. Staremo a vedere. Intanto mi sa che è arrivata l’ora di indossare il cappello anche quest’anno. Forse.

Chiudo il post con una canzone che ho scoperto tardi ma che, secondo il mio parere, completa bene lo scenario invernale a cui stiamo assistendo in questo periodo. Candele accese e occhi chiusi. Loro sono gli Alice in Chains, e questa è Nutshell.

Gli anni della Dance Commerciale

Discodance

 

La mia adolescenza ha vissuto anni accompagnati prevalentemente da una colonna sonora alla quale sono molto legato.
Erano gli anni novanta, ed era il tempo in cui dalle mie parti si passava il sabato sera a guardare la partita di pallavolo della squadra locale per poi andare tutti insieme a caccia di quella che sarebbe stata una delle ultime feste organizzate in casa (per info, QUI). In mancanza di questo, c’era sempre una serata allestita in qualche garage o nel primo locale messo a disposizione da qualcuno dei nostri. Il comune denominatore di tutti i contesti era costituito dalla medesima musica che segnava quelle ore di svago. La musica del tempo di cui parlo era la Dance Commerciale

Nell’ultimo decennio del ventesimo secolo la musica in questione era così in voga da ritagliarsi ampi spazi nelle radio di tutto il territorio nazionale. C’erano classifiche settimanali a tema, la superclassifica annuale delle canzoni più suonate/ballate in discoteca e persino delle compilation mixate dai Dj dell’epoca. La musica dance commerciale era tanto importante, in quegli anni, da portare alcuni produttori a cavalcarne l’onda ed a remixare e ri-editare anche dei classici musicali che col genere non c’entravano niente.  Ad ogni modo era tutto pompato e tutto alla moda. Fino a quando la stessa moda non ha deciso di voltare pagina e di rinnegare quel successo dichiarandolo superato e trash. 

Cosa mi rimane di quei tempi? Oltre ai ricordi e alla nostalgia, mi restano numerose cassettine registrate che conservo gelosamente, alcune contenenti dei remix davvero rari. E poi mi resta una buona conoscenza sul tema e la certezza che, malgrado i tempi che cambiano, la voglia di Dance anni 90 non mi passerà mai.

Mi resta anche altro, in verità. Negli ultimi anni ho avuto modo di sperimentare in prima persona il piacere di usare i piatti di una console da Dj. E questi che seguono sono dei piccoli estratti della nuova esperienza.

 

 

 

My World… Award!

 

My World...Award

 

Oggi ho deciso di stilare il mio personale Award, una serie di domande create sulla falsa riga di quelle che hanno ispirato questa sezione. Per quanto io non ami le catene, questo tipo di citazione lo trovo comunque una sorta di “Ho pensato a te”. E quindi…

 

MY WORLD… AWARD 

Le regole sono le solite e sono molto semplici:

Ringraziare la persona che ti ha scelto e rilinkare il suo blog. Rispondere alle 10 domande. Passare il testimone ad altri 10 colleghi e metterli al corrente del premio. Tutto qui.

Passiamo alle domande.

Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente. Avevo circa 12 anni quando io e quattro amici del quartiere costruimmo una bellissima casetta sull’albero. Ricordo che ognuno si occupò di un aspetto: chi dei sostegni, chi della vernice, chi degli interni e dell’approvvigionamento. A guardia di quel posto mettemmo anche un bellissimo cagnolino meticcio (che non ha messo mai paura a nessuno). Ricordi dolcissimi di un tempo andato.

Un complimento che hai particolarmente apprezzato in vita tua. “Sei come il vino, migliori col tempo.”

La cosa più improponibile e divertente che hai fatto da ubriaco. La cosa più improponibile è che ancora non mi è capitato di ubriacarmi. La più divertente (o deprimente , dipende dai punti di vista) è che sono astemio.

La scala di priorità che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita. Ho una scala a chiocciola che si contorce su sè stessa. Un casino.

Il tuo senso preferito. L’olfatto. E’ un senso molto sviluppato, per quanto mi riguarda. E poi adoro associare gli odori ai ricordi.

Una parola preferita. Mi piace la parola “Bontà”‘. Mi piace il suono, come riempie, mi dà l’idea di qualcosa di soffice e buono. Difficile da spiegare esattamente la sensazione che mi suscita.

Un sogno nel cassetto. Nel mio cassetto c’è già poco spazio per le magliette e i calzini, figuriamoci per i sogni.

La cosa che più vi annoia di una persona. Mi annoia la superficialità (che però non è la leggerezza, eh). Per il resto sono abbastanza tollerante.

Un’espressione dialettale divertente. “Fatt’ accattà a chi nun te sap'”. Tradotto nel dialetto nostrano vuol dire, letteralmente, “Lasciati comprare da chi non ti conosce”. E’ un detto volto ad indicare una persona nota per modi di fare subdoli e poco limpidi.

In questo periodo ti sei reso conto di aver perso… peso? Sicuramente NO. Magari il contrario.

 

I miei premiati li scelgo tra quelli che hanno meritato, nel tempo, di finire nel mio Blogroll (li trovate sulla destra, e sono tutti validissimi):

http://topolod3xter.wordpress.com/
http://chezliza.wordpress.com/
https://essereincompresielasortedituttinoi.wordpress.com
https://millesplendidisoli.wordpress.com/
https://sentimentalpiggyromance.wordpress.com
https://paroledipolvereblog.wordpress.com
https://pensieristorti.wordpress.com
https://sundaymoodd.wordpress.com
https://thr0ughthemirr0r.com
https://vivodasola.wordpress.com/

 

Tutto qua. Come sempre vi invito a dire la vostra, nella speranza di avervi intrattenuto per qualche minuto. Alla prossima.

Pensieri sparsi sulla sezione About 📊

AboutMelogo

 

E’ venerdì, è stata una settimana particolarmente faticosa e manca poco al mio weekend. Quindi la soluzione è questa: scrivere un post da cazzeggio, e via così.

Spulciando le statistiche del blog ho scoperto che la pagina di My World… più visitata, tralasciando l’irraggiungibile Homepage/Archivi, è quella intitolata About. La sezione delle informazioni attira più di qualsiasi altro argomento trattato qui, con grande meraviglia da parte del sottoscritto.

Piccola parentesi: da quando WordPress ha introdotto il Lettore le visite al blog, questi numeri sono da ritenersi relativi, proprio perchè non terrebbero conto di tutti gli accessi al blog realizzati attraverso la Dashboard del portale. Tuttavia, al netto delle valutazioni sull’effettiva valenza di questa statistica, trovo questo dato quanto meno singolare.
Poi però mi ricordo di tutte quelle catene che ogni tanto finiamo per fare un pò tutti noi blogger. E qual è il fulcro di queste catene? Conoscerci meglio. Attraverso curiosità, hobby, fatti di vita.

Dunque provo a dare una mia chiave di lettura. La soluzione sta nel fatto che la curiosità è parte di noi, volenti o nolenti. Ben radicata nella natura umana. La fame di sapere ci accompagna e, seppure con percorsi diversi, si finisce tutti per ricercare informazioni su qualcuno o qualcosa. Il che è un bene. Malgrado questo, però, io ho sempre avuto una sezione About scarna e povera di contenuti. Non ho mai riflettuto sull’importanza di dare un biglietto da visita al visitatore, e credo che comunque resterà sempre così.

Ma, visto che siamo tutti un pò curiosi, ora chiedo a voi colleghi: come avete improntato la vostra pagina About (ammesso che l’abbiate)?

Intanto il mio tempo a disposizione è finito. Tra un pò si stacca. Buon fine settimana a tutti.

Grazie, 500…

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Viviamo nell’era degli obiettivi. Che tu sia un giocatore da Playstation, un affamato fruitore di serie tv, oppure, semplicemente, uno che utilizza con frequenza stabile un Social Network, ti ritroverai a fare i conti con ciò di cui sto parlando.
Quelli del nostro tempo si sono inventati gli incentivi al passatempo. Giochi? Eh, ma ci sono i trofei da completare. Segui una serie tv? Si, ma non hai vinto il premio per aver visto l’ultima puntata in tempo reale. E quanti Like hai ricevuto in un anno? Insomma, è tutto una rincorsa. Più fai, più vinci. Ma cosa vinci? Qual è il premio a cui in tanti ambiscono? Per quanto mi riguarda il mio interesse verso queste cose è pari a zero. Queste cose lasciano davvero il tempo che trovano. Però.

Però non resto indifferente alla notifica che WordPress ha provveduto a segnalarmi stamattina. Cinquecento followers. Cinquecento persone su questa piattaforma che hanno deciso di seguire le tracce di questo mondo.
E allora il mio premio, oggi, è sapere che esiste una così vasta platea che ha deciso di ricevere aggiornamenti da My World…. Che poi la scelta sia avvenuta per interesse concreto, inerzia o semplice noia poco importa. Il mio premio, oggi siete VOI.

Grazie.

 

I giorni della merla… in attesa della Marmotta

Groundhog Day_2015

Spulciando la travagliata storia di questo blog mi sono reso conto di non avere ancora dedicato un post a questo periodo dell’anno in cui si susseguono due ricorrenze fondate su tradizioni ed affascinanti leggende: sto parlando dei Giorni della Merla e del Giorno della Marmotta.

A quanto pare, il 29, il 30 e il 31 gennaio sono i giorni designati ad essere quelli più freddi dell’anno (e mai come in questo 2015 sembra essere una tesi fondata).
Esistono diverse storielle sull’origine di questa tradizione. La più simpatica vede una merla dal candido piumaggio, rifugiarsi per l’intero mese di gennaio (che al tempo contava solo 28 giorni) al sicuro nella propria tana, in attesa di temperature più miti. Arrivati all’ultimo giorno del mese, la merla uscì dal suo nido ed iniziò a cantare per sbeffeggiare gennaio e le sue persecuzioni. Leggenda vuole che, indispettito dall’atteggiamento del volatile, il mese di gennaio chiese al collega febbraio di donargli tre giorni in più. Quei tre giorni furono per la merla i più freddi di sempre, tanto da indurla a trovare tepore all’interno di un camino ed a restarci per il resto del mese.
Arrivò poi febbraio e, con esso, una novità. La merla, uscita dal comignolo, ha finalmente superato gennaio ma… è diventata tutta nera a causa del fumo, restando così per sempre. Ecco il motivo per il quale febbraio ha solo 28 giorni. Ed ecco spiegato il piumaggio nero dei merli. 

Dopo aver parlato della curiosa storia dei Giorni della merla, voglio ricordare anche Il giorno della Marmotta, ricorrenza radicata in alcune parti dell’America e del Canada e che cade il prossimo 2 febbraio.
La tradizione più famosa ed antica è, indubbiamente, quella che si svolge a Punxsutawney, in Pennsylvania.
Divenuta col tempo una vera e propria festa cittadina, a Punxsutawney, il Giorno della Marmotta è una specie di previsione del tempo che verrà. Il rituale, infatti, servirebbe a determinare l’arrivo della primavera anticipata o il persistere dell’inverno. Il 2 febbraio, tutti gli abitanti si svegliano molto presto e si dirigono in piazza dove, tra canti e balli, trovano ad aspettarli una serie di cerimonieri intorno alla tana di Phil la marmotta. Ora, il rituale folkloristico vuole che la marmotta venga fatta uscire dalla sua casetta di legno e posta in bella mostra d’avanti alla folla. Il Presidente della Cerimonia, a questo punto, si avvicina a Phil, riportando alla folla quello che la marmotta gli sta dicendo. Se Phil dovesse dichiarare di aver visto la sua ombra, significherebbe la previsione di altre sei settimane di inverno. In caso contrario, la primavera è davvero vicina.

Ricordando che sul Giorno della Marmotta è stato realizzato anche lo splendido Ricomincio da Capo di Harold Ramis, vi lascio con un’ultima dritta: Semmai a qualcuno interessasse seguire la cerimonia di Punxsutawney, il collegamento dal quale accedere alla diretta è questo QUI.

Un anno di My World…

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Ultime ore di questo 2014.

Un anno fatto di luci ed ombre, sulla falsa riga dei recenti trascorsi, ma che mi ha riservato comunque notevoli soddisfazioni. Da quelle più importanti, come la prima volta che ho visto mio figlio camminare, a quelle legate puramente allo svago, come la vittoria di due titoli da parte della mia squadra del cuore.

Per celebrare l’anno che sta per finire, ho deciso di ricordare i 10 post che in un modo o nell’altro hanno segnato gli ultimi 365 giorni di questo blog. Anche perchè, nonostante non sia riuscito a scrivere assiduamente come nelle mie previsioni, il 2014 è stato abbastanza produttivo in My World… 

Con la costante speranza che in futuro si possa scrivere con più frequenza, ecco, in ordine sparso, gli articoli a cui ho riservato un pensiero bonus conclusivo. 

 

Il cinema che non torna più: Primo post dell’anno, malinconico e celebrativo di un tempo ormai lontano. Il cinema che mi aveva ospitato durante parecchi weekend della mia adolescenza chiude i battenti. Faccio ancora fatica a crederci oggi.

Benvenuti a Joyland: Per la prima volta in vita mia sono riuscito a finire un libro in pochi giorni. Merito di Joyland, un romanzo che consiglio a tutti e che mi ha letteralmente rapito.

Cose nascoste: Un articolo dedicato ad Internet, alle sue enormi potenzialità e al mio rapporto con lo stesso. 

Riflessioni musicali: Come da titolo, qualche considerazione sulla musica presente e passata. 

La ballerina del carillon e gli amici andati: Scritto il giorno del mio compleanno, questo articolo mi ha permesso di legare maggiormente con alcuni dei lettori che hanno commentato manifestando di aver percepito il vero senso delle mie parole. 

Manie dal mondo reale: Il post che ha raggiunto il maggior numero di commenti nell’anno solare (insieme a questo QUI). Un racconto ironico sulle ossessioni dei vicini e sulle loro possibili cause. 

La Top 15 degli shock negli horror: Una classifica dei momenti più scioccanti della storia del cinema. 

Festivalbar 2014… Perchè non ci sei?: Domande senza risposta relative alla distruzione di un mito.  

Il fine settimana dei ritorni: A settembre ho deciso di dare una seconda possibilità ai fumetti di Dylan Dog e ai combattimenti dell’Ufc. Uno dei due passatempi è riuscito a far presa. Per l’altro, è stato più difficile. 

Trasloco: L’ufficio si trasferisce. Ed io dovevo immortalare il momento per i posteri.

 

In chiusura, auguro a tutti coloro che abbiano avuto la pazienza di arrivare fino in fondo a questo articolo, un 2015 sereno e ricco di soddisfazioni!

 

BUON ANNO A TUTTI!

Pazzi per la spesa – La mia mania del weekend

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Nuovo fine settimana alle porte. Le belle giornate, seppur caratterizzate dal freddo acuto, rendono l’ultimo giorno lavorativo più leggero, lasciando buone speranze per la prossima spedizione alla ricerca di funghi
Quella delle escursioni nei boschi è tornata un’abitudine da un paio di settimane a questa parte. Ancora nessuna traccia di funghi da registrare. La prima volta era tutto troppo secco, la seconda abbiamo trovato un bosco particolarmente umido. Ad ogni modo, resta un’ottima attività (una delle poche che riesco a concedermi, a dire il vero) ed un espediente importante per staccare la spina.

L’appuntamento fisso che dura tutto l’anno è, invece, un altro. 

Passo indietro. Qualche mese fa ho parlato di manie, a tratti ossessive, riguardanti lo stile di vita di alcune persone. Ancora oggi quell’articolo resta tra i più commentati dell’anno. Il comportamento di alcune vicine con la fissa per la pulizia estrema sono tutt’ora un vero mistero al quale non riesco a dare una spiegazione. 
Comunque, in quel post ho parlato delle manie delle vicine omettendo quella che è diventata la mia da almeno un paio d’anni.  La caccia alle offerte sulla spesa.

Per quanto mi riguarda, le cose sono cambiate molto ultimamente. Da quando mi sono trasferito fuori città ho dovuto stravolgere i miei soliti programmi ed adattarmi alla situazione che mi vede decentrato rispetto ai luoghi più sviluppati. E’ nata così l’esigenza della lista della spesa settimanale. Come la maggior parte delle famiglie italiane in tempi di crisi, poi, ho dovuto tagliare parecchi sfizi e spese superflue per permettermi di rientrare nel budget mensile. Tutto ciò mi ha catapultato nel vortice delle offerte sulla spesa. 

Benchè possa suonare come una inutile ed estenuante soluzione, quella di risparmiare pochi centesimi sul prezzo base unitario può rivelarsi, alla lunga, un discreto strumento di guadagno extra. Inoltre, cercare il prezzo più conveniente per un determinato articolo che uso solitamente è diventata una sfida personale, una specie di nuovo gioco

Svolgimento del gioco. Durante la settimana prendo nota di quelli che sono i prodotti che stanno per finire*, cercando di consumare gli alimenti prossimi alla scadenza. Al venerdì, poi, mi munisco dei volantini con le offerte dei quattro supermercati (tre + quello del centro commerciale) che incontro ogni giorno sulla strada**. 

Nel corso di questi ultimi anni ho elaborato su Excel uno specchietto con tutti i prezzi più importanti degli articoli che maggiormente consumo. Tra le voci, è bene tenere conto del periodo in cui un’offerta è stata fatta*** e delle volte in cui i supermercati in questione hanno già fatto il Sottocosto, unica vera garanzia di convenienza per il consumatore in cerca di risparmio. 

Fatto ciò, non resta che fare una scorta delle offerte dei beni di consumo più usati, in modo tale da coprire tutta la durata del periodo, fino ad arrivare alla prossima buona proposta. 

Ultimamente, oltre alla caccia sui volantini sto sperimentando anche i buoni sconto. Solo che quest’ultimi non vengono accettati facilmente da tutte le catene ed a me non va di fare storie. Quindi lascio perdere.

*: Consiglio n.1: Cerca di non restare completamente a secco, finiresti per dover accontentarti del prezzo pieno

**: Consiglio n.2: Mai fare l’itinerante in auto alla ricerca delle offerte, ne rimetteresti di carburante

***:  Consiglio n.3: Non dimenticare mai l’inflazione e il carovita

 

Ed ora, per tutti quelli che sono riusciti ad arrivare in fondo a questo singolare articolo, lascio in premio l’ascolto di Rocket Man del grande Elton John, qui nella versione utilizzata per il finale di stagione della serie tv  Californication (di cui prima o poi scriverò).

Buon fine settimana a tutti.