Match Point – La recensione di Dado

Qualcuno forse se ne accorgerebbe immediatamente, dal lessico o dalla forma che potrebbero risultarvi poco familiari. Ad ogni modo svelo la mia identità: Mi chiamo Davide (E’ giusto che sappiate chi state criticando quando commenterete) e questo è il mio primo post su My World.... Era da un pò che ne parlavamo con Russell, alla fine eccomi qui, a parlare di uno dei miei film preferiti: MATCH POINT! 

Trama: L’affascinante Chris Wilton (Jonathan Rhys Meyers) è un ex giocatore di tennis desideroso d’introdursi nell’alta società londinese. Trova lavoro come istruttore in un club inglese, dove conosce Tom Hewett. Il reciproco interesse per la lirica porterà Chris a conoscere gli Hewett e ad  intrecciare ben presto una relazione con la sorella di Tom, Chloe grazie alla quale diventerà un pezzo importante nell’agenzia di famiglia. A sconvolgere la stabilità finalmente raggiunta, è la presenza di Nola (Scarlett Johansson), fidanzata di Tom, con cui Chris intraprenderà una segreta quanto passionale relazione.

Le continue tentazioni e l’ossessione di Chris nei confronti di Nola rendono la situazione insostenibile. Diviso tra due donne, entrambe ignare vittime delle sue bugie, Chris è costretto a prendere una drastica soluzione…

 

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Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento”, percepì l’essenza della vita." La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte, in una partita, la pallina tocca il nastro…per un attimo può andare oltre, o tornare indietro. Con un pò di fortuna va oltre, e allora si vince, oppure no…e allora si perde.

 

Quanto la fortuna può influenzare la nostra vita? Quanto sono realmente determinanti le nostre scelte quando la casualità, il tempismo e la fortuna sono così paurosamente incontrollabili e dominanti? E’ quindi un’illusione pensare di essere davvero padroni delle proprie scelte? (dilemma sollevato anche da “Matrix”)

Da questi interrogativi nasce una delle piu affascinanti pellicole di Woody Allen: Match Point.

Il vero punto di forza del film sta però nella cinica e disperata descrizione della psicologia di Chris (personaggio di spiccata intelligenza). Le sue ambizioni, finalmente raggiunte: Una soave e armoniosa vita, il lussuoso appartamento, il lavoro appagante e il matrimonio con la dolce Chloe. Ambizioni che vengono però messe alla prova dal desiderio, dalla tentazione, dall’istinto che lo portano sul punto di pregiudicare la sua ovattata vita che d’improvviso non è più un sogno.

La considerazione iniziale sulla fortuna, sulla sua inarrestabile imprevedibilità, troverà una conclusione e una “risposta” negli attimi conclusivi del film: in uno sguardo.          

A mio parere, quindi, una geniale sceneggiatura, impreziosita dalla meticolosità degli elementi tecnici:  Buonissima la regia di Allen, come affascinante è il mondo che fa da sfondo alla storia, quello dell’alta borghesia londinese. Eccellente il lavoro svolto da Scarlett Johansson e quantomai inaspettata l’ottima prova di Jonathan Rhys Meyers, all’esordio nel “grande cinema”. Assolutamente da lodare infine la colonna sonora, caratterizzata dalla malinconia e dalla drammaticità dell’opera lirica, che conferisce alla pellicola uno stile e una raffinatezza unici!

 

CITAZIONI:

 

Chris: "Uno impara a nascondere lo sporco sotto il tappeto, altrimenti vieni travolto"

 

Chris: "Una volta Sofocle ha detto: non venire mai alla luce può essere il più grande dei doni"

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Il trailer di Resident Evil: Extinction

Ecco il nuovo trailer del terzo capitolo della saga tratta dal famoso videogioco Resident Evil, il cui undertitle è Extinction. Questa volta il T-Virus ha decimato l’umanità e costretto alcuni superstiti alla ricerca di zone meno infette.  

Il film uscirà nelle sale italiane il 12 ottobre 2007.  

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Dolcetto o Scherzetto?

Trick 'r Treat Poster

Questo film mi stuzzica davvero molto.

Il prossimo 5 ottobre, vale a dire in pieno clima halloweeniano, uscirà negli USA l’ultimo lavoro di Michael Dougherty (lo sceneggiatore di Superman Returns), il cui titolo è Trick ‘r Treat.
Il film è uno horror ad episodi il cui filo conduttore è, appunto, la ricorrenza dei fatti in una piccola cittadina durante la notte delle streghe: assisteremo, dunque, al racconto che avrà per protagonista un serial killer intento ad avvelenare dolciumi; ad una giovane donna perseguitata da un uomo mascherato ed affascinante durante un festival; alla storia di un gruppo di ragazzini alle prese con la rivelazione di un oscuro segreto della propria città ed, infine, ad un anziano signore che riceve la visita di uno strano esserino mascherato.

Il film è prodotto dalla Warner Bros ed ha, tra i protagonisti, Anna Paquin (Almost Famous) e Dilan Baker (Spiderman 2 e 3).

Dopo aver ammirato la locandina, ed in attesa di conoscere la data di uscita in Italia, godetevi  il trailer originale. E’ davvero molto interessante.

TRICK ‘R TREAT – TRAILER


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L’isola nel sole

Ci sono canzoni che ti fanno stare bene. Anzi, ci sono gruppi che fanno canzoni che ti fanno stare bene. Uno di questi è sicuramente quello dei Weezer.

Da Wikipedia:


“Weezer è il nome di un gruppo musicale Pop Punk formatosi a Los Angeles nel 1992.

Considerati uno dei gruppi statunitensi più popolari ad emergere nel periodo immediatamente successivo al polverone sollevato dal Grunge e dall’Alternative Rock (per quanto riguarda i Weezer si parla già di Post grunge) – stili musicali divenuti molto popolari nei due anni precedenti – i Weezer hanno attirato in parti eguali grandi critiche e grandi lodi per il loro modo di fare musica dalla stampa specializzata.

Uno degli elementi distintivi della band, nel bene o nel male, consisteva in una palese forma di “geekiness”: al momento del debutto, nessuno dei membri del gruppo – specialmente il leader Rivers Cuomo – si presentò come un rocker convenzionale; l’immagine che ne scaturiva si adattava piuttosto a dei ragazzini che, come tanti altri, erano cresciuti passando il loro tempo nascosti nei garage a suonare i loro album preferiti quando non si dedicavano allo studio o a guardare la televisione.”

Beh, è stato proprio il loro modo di mostrarsi, attraverso video divertenti (guardate quello di Buddy Holly) e spesso autoironici,  a farmi avvicinare ai Weezer ed al loro modo di fare musica. E’ senza dubbio una delle band più simpatiche ed allegre dell’era del rock post moderno.

La canzone che trovate di seguito è Island of the Sun, singolo dalle tonalità estive uscito in circolazione nel 2001. Cliccando QUI trovate il testo e la traduzione, mentre QUI potete visitare il sito ufficiale della band.

 


Vi consiglio vivamente la visione, magari come metodo rilassante durante una pausa caffè al
lavoro.


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Frammenti sparsi di pensiero – Verso il Week-end

Week-end alle porte.

Mentre il calendario continua a perdere, una dopo l’altra, le 31 piume che compongono il mese di luglio, qui in ufficio siamo in pieno sprint finale nell’intento di portare a termine tutti gli impegni entro la prima settimana di agosto.

Sembra essere tornato il caldo qui a Napoli. Però l’emergenza rifiuti, per fortuna, si è attenuata (non scomparsa), e questo scongiura il pericolo di epidemie e mette a tacere qualche disastrosa previsione fatta in merito ad un possibile grosso problema di sanità.

Domani sera dovrei prendere parte ad un falò sulla spiaggia organizzato da uno dei miei amici di lunga data. Non so se ci andrò: non è il genere di serata che preferisco e con il resto della compagnia non ho il massimo del feeling. Meglio il cinema, sempre.

Oggi mi è capitato di ascoltare una canzone che mi ha fatto tornate indietro di otto anni. Era il 1999 ed era la mia prima vacanza da solo. Il brano è Lovin Times dei Web. Il video non è il massimo, ma mi andava di farvela ascoltare.

Buon week-end a tutti!


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Un anno fa… a Salerno

Eccoci giunti all’ultimo capitolo dedicato al trittico di concerti del quale sono stato partecipe lo scorso anno. Dopo aver parlato dell’esperienza del Palasport di Caserta (QUI), e di quella vissuta al Teatro di Napoli (QUI), è il momento di buttare giù qualche riga destinata ai posteri anche per il concerto che Luciano Ligabue ha tenuto allo Stadio Arechi di Salerno nel luglio del 2006.


Questa volta il viaggio iniziò nel primo pomeriggio. Nonostante reputi lo Stadio Arechi molto piccolo in relazione alla concezione di Stadio alla quale sono abituato a volgere la mia immaginazione quando si parla a proposito, resta il fatto che uno Stadio non è un Palasport. Questo mi indusse a valutare lo scarso vantaggio che un’attesa cominciata dieci ore prima ci avrebbe portato.

Arrivammo verso le 16:30, in una giornata assolata e favorevole a quello che ci avrebbe aspettato poche dopo. I varchi erano moderatamente affollati (rapportati alle dimensioni della struttura) e la gente cercava un riparo lungo le zone d’ombra circostanti l’Arechi. Ricordo che il tempo dell’attesa passò molto in fretta. 
Entrammo alle 18:30 e ci recammo nel nostro settore, quello dei distinti. Una scelta presto maledetta dal sottoscritto. Il sole fu davvero inclemente con noi, ed in me iniziò a crescere un senso di invidia verso il settore della tribuna che ci avrebbe garantito due ore senza quei fastidiosi raggi negli occhi.

Il Nucleo e gli Sugarfree fecero da gruppi-supporter prima dell’inizio del concerto vero e proprio. Un buon inizio. Sulle note della trascinante “27 aprile” iniziai a notare come la nostra posizione fosse migliore rispetto a quella che ci vide accalcati sotto al palco di Caserta. La sicurezza di godersi il concerto senza spintoni e corpi grondanti di sudore in luogo della vicinanza con il cantante. Per me il gioco valeva la candela.  E poi la nostra visuale ci permetteva di vedere discretamente tutta la scenografia del palco. I maxischermi posti ai due lati dell’attrezzatura musicale avrebbero fatto il resto.

Alle 21:20 partiva l’intro dell’album Nome e Cognome. Sui maxischermi la figura della terra in rotazione, le immagini sempre più ravvicinate in uno zoom che mostrava prima il continente europeo, poi l’Italia, poi la Campania. Salerno. L’Arechi. Noi.

Eravamo PRONTI.

Era il nostro Giorno dei giorni.


Questa la scaletta di quell’evento:


1. Il giorno dei giorni
2. Tutti vogliono viaggiare in prima
3. L’amore conta
4. Quella che non sei
5. E’ più forte di me
6. L’odore del sesso
7. Il giorno di dolore che uno ha
8. Lambrusco e pop corn
9. Happy Hour
10. Il mio nome è mai più
11. Una Vita da Mediano
12. Bar mario
13. Sarà un bel souvenir
14. Marlon Brando è sempre lui
15. Viva!
16. A che ora è la fine del mondo
17. Regalami il tuo sogno
18. Ho messo via
19. Piccola stella senza cielo
20. Questa è la mia vita
21. Le donne lo sanno
22. Balliamo sul mondo
23. Tra palco e realtà
24. Certe notti
25. Libera nos a malo
26. Urlando contro il cielo
27. Leggero

Fu una serata indimenticabile, la migliore delle tre che ho avuto l’opportunità di vivere in compagnia delle canzoni di Ligabue. La presenza di brani come Libera Nos A Malo, L’odore del sesso e Leggero ha segnato il varco tra la serata dell’Arechi e quelle altre, comunque valide, di Caserta e Napoli.

Concludo l’articolo proponendo l’emozione di Sarà un bel Souvenir in stile “Campovolo”, tratto dal concerto di San Siro.

The Last (Lost?) Kiss

Ieri sera sarei dovuto andare a correre. E’ da circa tre settimane che ho intrapreso questa divertente ed utile abitudine e devo dire che, nonostante la mia indole mi porti spesso a desiderare di starmene a casa, questa cosa mi piace. A causa di irrilevanti fattori, però, la consueta seduta di corsa è stata spostata a stasera. Per cui, ieri sera ho rivisto un film che, per diverso tempo, ho sperato (invano) che uscisse nelle sale cinematografiche italiane:  The Last Kiss di Tony Goldwin.


The Last Kiss


La pellicola, della quale ho già parlato QUI, è la trasposizione del nostrano L’ultimo bacio di Gabriele Muccino e racconta, più o meno fedelmente, la crisi esistenziale di un gruppo di amici, di una coppia di mezza età e soprattutto quella della coppia di futuri sposi, Michael (Zack Braff) e Jenna (Zacinda Barrett).
Secondo Braff, questo film potrebbe essere definito come il naturale progresso del suo ruolo interpretato in Garden State. Mentre nella sua precedente pellicola l’attore si era trovato alle prese con  la confusione e le difficoltà dei ventenni, in The Last Kiss affronta i problemi conseguenziali di uno dei punti di svolta della vita: il momento di creare una famiglia, mentre tutto il resto intorno è spensieratezza, libertà e divertimento.

Uno dei piatti forti della pellicola è, neanche a dirlo quando c’è di mezzo Zack Braff, rappresentato dalle musiche: Coldplay, Remy Zero, Imogen Heap, Snow Patrol sono solo alcuni dei punti cardine di una colonna sonora davvero ben assortita.
Purtroppo non sono in grado di evidenziare le differenze tra il remake e l’originale, non ricordo molto bene il film di Muccino. Posso affermare, però, come nel rifacimento americano sia evidente la tendenza a tralasciare alcuni aspetti presenti nell’originale in luogo di una trama più scorrevole ma anche più superficiale. Questo ha portato ad uno scarso ritorno degli investimenti sottoforma di incassi nei botteghini statunitensi, e questo è il principale motivo per il quale questo film non è ancora arrivato in Italia.


Per finire, credo che The Last Kiss possa piacere soprattutto a coloro che hanno amato La mia vita a Garden State, e a tutti quelli che non avanzano pretese di paragone tra l’originale ed il remake.

The Last Kiss - Braff Alone



Notte Horror presenta…

Continua il ciclo Notte Horror, la rassegna di film di paura proposta da Italia Uno.

Questa sera verrà trasmesso, alle ore 23,50, L’alba dei morti viventi di Zack Snyder, remake dell’omonima pellicola del 1978 diretta da George A. Romero (da noi conosciuta con il titolo di Zombi) che rappresenta il secondo capitolo dell’attuale tetralogia dei morti viventi.
Evitando qualsiasi metro di paragone con l’originale, ritengo che questo remake sia davvero notevole, ricco di sequenze dal ritmo incalzante, quasi "da videoclip" (non a caso il regista ha iniziato la sua carriera proprio dirigendo video musicali). Il merito di tanta azione è dovuto soprattutto all’innovazione mostrata in questa pellicola che vede gli zombi dotati di una rapidità assolutamente inedita per quelle che erano le movenze standard mostrate nei precedenti film del genere.
Degne di menzione sono la scena girata sul tetto del negozio di armi di Andy e la spiazzante sequenza finale. Da mozzafiato.

Per chi fosse interessato, consiglio di acquistare il dvd del film: un buon lavoro, pieno di extra, tra i quali un documentario ben congegnato sullo sviluppo dell’epidemia.

Di seguito trovate il trailer, mentre
cliccando qui potete visitare il sito ufficiale del film.

L’ALBA DEI MORTI VIVENTI – TRAILER

Linklater pensa alla trilogia

Prima dell'alba - Before SunriseSembra che il regista Richard Linklater (School of Rock) abbia una vera ossessione per albe e tramonti.

Secondo quanto  riferito da MTV, durante un’ intervista concessa da Ethan Hawke è trapelata la notizia della possibilità di un ulteriore sequel del fortunato Prima dell’alba, diretto dallo stesso Linklater nel 1995, che racconta l’incontro casuale tra Celine (Julie Delpy) e Jesse (Ethan Hawke), due giovani persi in una Vienna molto caratteristica. Un film basato quasi interamente sul dialogo tra i due protagonisti che aprono numerose finestre sugli aspetti del mondo e ne analizzano comportamenti, usi e situazioni. Per qualcuno è stato un cult; per me non il massimo dell’intrattenimento.

Nel 2004 è stato girato il seguito, intitolato Prima del tramonto, diretto dallo stesso regista ed interpretato ancora dalla stessa coppia di attori. Sfortunatamente, questa formula non riesce a bissare il successo ottenuto dal primo film dieci anni addietro.

Adesso pare che ci vogliano riprovare, per la gioia di tutti i nostalgici.