I wanna talk tonight…

I belong to the night...

Eccomi qui, ancora una volta. E’ un periodo particolarmente intenso per me, e questo mi impedisce , per l’ennesima volta,  di dedicare del tempo a My World… . Si, perchè questo blog, in quanto privato, mi fa sentire meno il "peso" dell’aggiornamento. Questo non vuol dire che lo ritenga meno importante dell’altro.
A tal proposito vi porto all’attenzione un articolo riportato dall’Ansa che, se accertata, potrebbe destare più di qualche preoccupazione:

"NEW YORK – La morte arriva col blog: lo stress di tener aggiornato 24 ore su 24 un ‘diario on line’ combinato con l’assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web.

Due settimane fa a Fort Lauderdale in Florida è stato celebrato il funerale di Russell Shaw, un prolifico blogger di temi tecnologici morto improvvisamente di infarto a 60 anni.

In dicembre un altro blogger suo amico, Marc Orhant, era finito sottoterra per un esteso blocco alle coronarie. Un terzo, Om Malik, ha avuto un infarto negli stessi giorni ma ce l’ha fatta: ha appena 41 anni. Sono casi isolati o la punta di un iceberg? Se lo è chiesto oggi il New York Times raccogliendo le lamentele di altri ‘diaristi’ della rete che hanno perso peso o sono diventati obesi, che non riescono più a dormire regolarmente o crollano esausti sulla tastiera: tutti disturbi, se non proprio malattie, attribuite allo stress di dover produrre notizie in un ciclo di informazione non stop in cui la concorrenza è spesso feroce. Alcuni di quelli che erano nati come diari online sono in effetti diventati negli ultimi anni veri e propri produttori di informazione che fanno concorrenza ai media tradizionali sul fronte della pubblicità.

La pressione è enorme soprattutto per i free lance, navigatori della rete pagati spesso neanche dieci dollari a pezzo, ma anche chi sui blog ha costruito una fortuna ha motivo di preoccuparsi. "Non sono ancora morto ma presto finirò in ospedale con l’esaurimento nervoso", ha detto Michael Arrington, fondatore e direttore di TechCrunch, un popolare blog sulle nuove tecnologie che rastrella milioni di dollari in pubblicità. Arrington, che è ingrassato di 15 chili in tre anni, ha attribuito allo stress da blog il fatto che ora soffre gravemente di insonnia: ‘Sono arrivato a un punto di rottura”. Non è da oggi che i bloggers denunciano pubblicamente contraccolpi fisici del loro mestiere: è un leit motiv dei diaristi online lamentarsi della fatica perennemente in agguato per chi passa buona parte della giornata e spesso della notte a smanettare sul computer a caccia di informazione. Molti blogger sono pagati a pezzo, altri a numero di lettori, in una gerarchia retributiva che ripaga lo scoop anche se appena di pochi minuti. La velocità in questi casi è tutto: "Non c’é una volta, neanche quando dormi, che non ti viene l’ansia di avere preso un buco", ha detto Addington al New York Times. Tanto i blogger sono consapevoli dei rischi del mestiere che alcuni di loro hanno preso a scambiarsi consigli su come farvi fronte.

Un mese fa su Problogger.com l’australiano Darren Rowse, che contribuisce a una ventina di blog oltre ai due da lui curati, ha offerto ai suoi lettori un piccolo manuale di sopravvivenza: tra i consigli, quello di "tagliare le catene della scrivania" e "tornare a buttar giù idee su taccuini di carta". "

Voi che ne pensate?

Tornando a cose più personali, questa  è una settimana molto piena per me:

E’ iniziato ufficialmente il periodo più duro dell’anno per quanto riguarda il lavoro (per ulteriori informazioni, cliccare QUI). E, detta tra noi, mai come questa volta mi sento davvero apatico e senza voglia. Speriamo bene.

Giovedì mi cresimo. Dopo ben sei mesi di duro (ma, in realtà, molto piacevole) corso, è giunto il momento della mia tanto ambita Cresima. Tutti invitati, ovviamente chi può.

Ho preso l’auto. Tre mesi mi sono serviti per arrivare alla fine della mia ricerca: è una Punto del 2001, ma per me è come se avessi sotto una Ferrari. Tutt’altro che pretenzioso, lo so.

Ora vado a letto. Ho parlato abbastanza, e mal articolato. Notte.

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