Cercasi amore per la fine del mondo – La recensione

Cercasi Amore

Anche se vedere un film per intero è diventata un’utopia (considerati, soprattutto, i miei consolidati ritmi), giovedì sera sono riuscito a vedere Cercasi amore per la fine del mondo. 

Ok, piccola premessa. Questa è stata l’unica volta che l’ho citato col penoso ed insulso titolo italiano. Ringraziamo ancora una volta le insane menti che stravolgono i titoli nella nostra lingua e partiamo. 

Commedia dal sapore agrodolce diretta da Lorene Scafaria, al suo esordio alla regia cinematografica e già sceneggiatrice per Nick & Norah – Tutto accadde in una notte (che, tra l’altro, conosco e non è mi è piaciuto). La Scafaria, dietro la macchina da presa, mette in campo tutta la sensibilità che solo una donna riesce a trasmettere, rendendo questa pellicola una piccola perla, infondendo un’atmosfera malinconica che permane per tutta la sua durata, anche nelle scene più leggere. 

La storia segue la vita di Dodge (Steve Carell), un piccolo assicuratore, sullo sfondo dell’imminente fine del mondo causata da un asteroide diretto a vele spiegate verso la Terra. Le sequenze iniziali vedono notiziari in perenne countdown dell’evento, con una parte della popolazione in preda ad isterismi, mentre altri sono decisi a negare a sè stessi il verdetto finale.  Nell’evidente caos che regna in città, Dodge si ritrova mollato dalla moglie, con un lavoro che ormai non ha più ragione di esistere ed un cane trovato per caso al parco. L’incontro con l’eccentrica Penny (Keira Knightley) farà da preludio ad un viaggio alla scoperta della vera forza della vita.

Analizzando Seeking a Friend for the End of the World posso lanciare alcuni pensieri a caso:

Il film ha un’ottima prima parte, quella che posso definire più comica, mentre la seconda parte diventa leggermente più stancante, per poi riprendersi verso il finale.

In totale la pellicola ha un buona illustrazione del contesto ed una gran bella colonna sonora anni ottanta.

Il film può essere annoverato, tra gli altri, anche tra il genere dell’on the road. 

La pellicola mi ha ricordato il bellissimo La mia vita a Garden State. I personaggi femminili sono molto simili: entrambi pieni di vita, entrambi strambi. Anche se l’interpretazione della Penny di Keira Knightley non raggiungerà mai quella di Sam, interpretata dalla Portman, in Garden State.

Sebbene abbia letto in giro pareri contrastanti a riguardo, il finale è in linea con quello che veramente mi aspettavo (SPOILER: E il messaggio finale del giornalista nell’ultimo telegiornale è di un’intensità raramente ammirata sul grande schermo).

Detto questo, mi sento di consigliare e di promuovere a pieni voti Seeking a Friend for the End of the World. Sono consapevole del fatto che è un tipo di pellicola che non può piacere alle masse. Però a me ha lasciato qualcosa, soprattutto il sano desiderio di rivederlo senza alcuna remora. E questo lo considero importante.

Festivalbar 2014… Perchè non ci sei?

Festivalbar Story

L’estate di una volta era quella del Festivalbar e dei Juke-box sotto il bar del lido. Era quella delle Hit Mania Dance e dei falò sulla spiaggia attorno ad una chitarra. Quella del Venerdì con Zio Tibia (prima) e di Notte Horror (poi). Una volta l’estate riuscivi davvero a sentirla.
E’ da un pò di anni a questa parte che i signori che decidono le mode e gli eventi stanno cercando di sbiadire la bella stagione, di appiattirne la magia. Tanto per dirne una, la più banale: da quanto tempo non nasce un vero tormentone estivo? Da parecchio, secondo me. 

Il Festivalbar è stata un’icona estiva fino al 2007, anno in cui la produzione ha alzato bandiera bianca dando addio all’evento nelle piazze e destinando il suo brand al baule dei ricordi. Prima di allora il Festivalbar è stata una carovana piena di musica. Anche buona musica, per certi versi.
Sebbene non abbia mai dato un impressione da manifestazione seria (basti pensare che prima del 2002 le esibizioni dei cantanti erano tutte tassativamente in playback), e malgrado un meccanismo di premiazione quantomeno subdolo,  il Festivalbar riusciva a ritagliarsi un posto nella vita degli italiani che vedevano nel gala d’apertura una sorta di segnale dell’arrivo della bella stagione (non per niente la tagline tipica delle ultime edizioni è stata “Torna l’estate, torna il Festivalbar”). 

Ora tutto questo non c’è più. Mancano compilation di successo e manca una manifestazione musicale estiva capace di indurre il telespettatore a lasciare la tv accesa nei martedì più caldi dell’anno. La mia speranza è quella che prima o poi possa tornare qualcosa come il Festivalbar, magari più al passo coi tempi, ma che mantenga quell’aria scanzonata, un pò trash, che ci ha fatto sognare per decenni.

Vi lascio con un’esibizione che vidi dal vivo a Napoli, nel 1996, in occasione della finalissima trasmessa in diretta da Piazza Plebiscito. Canta l’artita “one shot” (al secolo Kevin Grivois) con Strange World… e con addosso la maglia della mia squadra del cuore.

 

Premio “Mi Piace La Musica” by Viola

Mi piace la musica Viola

 

C’è chi ha pensato a me ancora una volta.

Parlo di Namida27, Emiliano e Melania che già da tempo, sui loro blog, hanno individuato My World… come uno degli anelli per continuare la catena a tema musicale. Menzione e ringraziamento speciale anche per Viola, colei che ha istituito il Premio Mi piace la Musica. Tra l’altro la stessa ideatrice mi ha nominato recentemente anche per un altro premio, ma di questo ve ne parlerò a tempo debito.

Ora, premettendo il fatto che farò uno strappo alla regola che vuole che io recapiti la stessa nomination ad altri sette blogger, passo a rispondere alle domande:

  1. Che tipo di musica ti piace? Qualsiasi genere musicale. Dalla chillout al rock, dal blues al country, fino alla vecchia dance commerciale. Adoro la musica tutta ed essa mi accompagna sempre. Eccezion fatta per la neomelodica napoletana, che detesto.
  2. Quando sei in auto che radio ascolti? Molto spesso ascolto Radio Kiss Kiss Napoli, che è una radio locale. Buona musica, non prevalentemente commerciale. Ottimo intrattenimento.
  3. Hai mai cantato sotto la doccia oppure in un altro posto? Mi è capitato raramente di cantare sotto la doccia. Però una volta ho sorpreso me stesso cantando To the moon and back al Karaoke in un locale. 
  4. Chi é il tuo cantante preferito? Non ce n’è uno in particolare. Cito, a random, Ligabue, i Savage Garden, i Notwist e i Seether. 
  5. Quante volte all’anno vai ai concerti? Non sono mai stato un forte frequentatore di concerti. Ultimamente, poi, non ho proprio presenziato a qualche evento live. Diciamo che, in altri tempi, ne ho parlato QUI.
  6. Hai autografi oppure foto con un cantante? Se la risposta é si, chi é? Perchè dovrei strapparmi i capelli per arrivare ad un autografo o ad una foto? Se mi vogliono gli lascio il mio indirizzo.
  7. Di solito il Venerdì sera oppure Sabato sera vai in discoteca oppure in un Pub? Ho sempre preferito i pub alle discoteche. Quest’ultime sono state la mia meta serale esclusivamente in alcuni luoghi di villeggiatura.
  8. Quante canzoni ci sono nella tua playlist? Tante, tantissime. Forse troppe. A breve farò un post su questo tema.
  9. Dove acquisti le canzoni che ti piacciono, in negozio di discografia o su AppStore? Ormai i negozi di dischi reali sono merce rara. E lo dico a malincuore.
  10. Sai suonare un strumento musicale? Se la risposta é si ,quale strumento sai suonare? Suono la chitarra. Ma mi sarebbe piaciuto imparare a suonare anche il pianoforte. Trovo che il suono sia magico.