Appunti sul diario

Pagine del diario

Riordiniamo un pò le idee buttando giù un veloce aggiornamento.

Come avrete avuto modo di notare nel post precedente, ho iniziato a trasferire in My World… il materiale rilevante pubblicato su Alone in Kyoto nel corso degli anni. La gestione di due blog è ormai impossibile per me e, quindi, tanto vale portare di qua il lavoro che non merita di essere dimenticato. Per cui, nei prossimi mesi i nuovi articoli di questo sito saranno intervallati da recensioni (o pseudo tali) di film a cui in passato ho dedicato la mia attenzione. I posteri (?) potranno tirare un sospiro di sollievo.

Durante le feste natalizie ho visto lo speciale di Black Mirror di cui tutti parlano. Opinione: Promossa a pieno voti. Bandersnatch non solo resta coerente con lo spirito della serie ideata da Charlie Brooker, ma addirittura riesce nell’intento di portarla ad un livello successivo, quello dell’interazione soggettiva da parte dello spettatore. Che poi si potrà discutere sulla vera utilità della scelta multipla e di una trama che è solo apparentemente contorta. Perchè anche il parere è soggettivo, esattamente come le scelte fatte fare al protagonista. Ma Bandersnatch rimane una meraviglia che i cultori di Black Mirror non possono non riconoscere nella forma e nei contenuti.

Dopo diversi anni sono riuscito a rivedere i miei cugini che vivono ormai in pianta stabile a Modena. Sono stati incontri veloci e brevi, come ormai le nostre vite fatte soprattutto di bambini e impegni lavorativi ci impongono di fare. Sono lontani i tempi spensierati dell’adolescenza vissuta insieme. Tuttavia li ho trovati bene. Resistiamo bene.

In questi giorni le temperature sono calate parecchio. Si dice che, nei prossimi giorni, potrebbe tornare a nevicare come già successo lo scorso febbraio, quando dalle mie parti si è assistito ad una storica imbiancata senza precedenti a memoria d’uomo. Staremo a vedere. Intanto mi sa che è arrivata l’ora di indossare il cappello anche quest’anno. Forse.

Chiudo il post con una canzone che ho scoperto tardi ma che, secondo il mio parere, completa bene lo scenario invernale a cui stiamo assistendo in questo periodo. Candele accese e occhi chiusi. Loro sono gli Alice in Chains, e questa è Nutshell.

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Go – Una notte da (non) dimenticare

Go Una notte da dimenticare Teaser Poster

 

Di film destinati all’anonimato ne è piena la storia del cinema, ed io mi sono sempre interrogato sul motivo per cui questi titoli finiscono col passare in sordina per poi lasciar sbiadire le loro già precarie tracce.  A parer mio, alcuni di questi non meritano l’oblio. Ed è per questo che oggi voglio spendere qualche parola per Go – Una notte da dimenticare.

 

Go Una notte da dimenticare HDPellicola della fine degli anni novanta, tempi in cui per vedere un film in prima visione di domenica sera dovevi approdare al più vicino Blockbuster, munito della tua tessera fedeltà. In quegli anni era tutto eccessivamente pop ed underground, e i primi rave party facevano prepotentemente capolino come alternativa allo svago dei più giovani. Go trasuda tutto questo, ne coltiva la storia e fa di essa una sorta di manifesto di quella fetta di gioventù bruciata di quegli anni.

Go RonnaIl filone è uno di quelli a me più cari, quel Tutto in una notte che mi intrattiene parecchio e mi tiene incollato alla poltroncina del cinema di casa. Quattro storie si intersecano tra loro, tra i tasselli di un puzzle cronologicamente lineare che richiama la struttura delle pellicole di un certo periodo Tarantiniano. La notte viene vissuta da quattro prospettive differenti, completando sul finale il grande mosaico prodotto. Ma non è solo la tecnica di montaggio a fare il verso ad un certo genere di cinema. I dialoghi e le situazioni palesemente irrealistiche del film di Doug Liman sfociano spesso nel non-sense più assurdo, dando vita ad una sorta di Pulp Fiction acerbo che piacerà agli amanti del genere.

Il cast è formato dai “Saranno famosi” dell’epoca, giovani promesse che, a dire il vero, hanno nel tempo disilluso le aspettative. Spiccano su tutti i nomi di Katie Holmes (la Joey di Dawson’s creek ed ex Sig.ra Cruise), William Fichtner (Armageddon, Crash) e Sarah Polley (talentuosa regista, qui nei panni di attrice). 

Go ScreamLa colonna sonora di Go gioca un ruolo importante all’interno della pellicola, proprio perchè tutta la storia viene mostrata come se fosse un frenetico videoclip. La stessa soundtrack, poi, può vantare la partecipazione di numerosi artisti celebri degli anni novanta come i No Doubt, Natalie Imbruglia e Fat Boy Slim. Anche le musiche strumentali (la cosiddetta Score) che accompagnano le vicende notturne dei protagonisti, hanno un’impronta fortemente trip hop, genere molto in voga all’epoca. 

In conclusione, vi rinnovo il mio parere favorevole alla visione di Go – Una notte da dimenticare. Un film per nulla pretenzioso, che gioca a prendersi in giro, e che però può facilmente intrattenere il pubblico, specie quello in cerca di un tuffo negli anni novanta americani.

Semplicemente This is us

This_Is_Us

 

Tra le serie-tv che seguo con maggiore interesse ce n’è una che non smette di sorprendermi per la sua capacità di toccare le corde del cuore e di strimpellarle a suo piacimento per poi vederle sanguinare mescolate alle lacrime del conscio spettatore. Sto parlando di This is us.

Jack e Rebecca Pearson sono una coppia che improvvisamente si ritrova a dover far spazio nella propria vita all’arrivo di ben tre bebè. Il pilot ci mostra subito che le cose per i due non si mettono in discesa (e mai lo saranno), ma ci viene spiegata molto bene la forza e la coesione che i Pearsons mettono in campo d’avanti alle difficoltà della vita. 
La struttura del telefilm è un continuo alternarsi tra eventi passati, presenti e futuri, una sorta di puzzle dove mettere insieme i pezzi non stanca, nè disorienta. Piuttosto appassiona e rapisce. 

La serie è interpretata da un parco attori davvero talentuosi, tanto da meritarsi numerosi riconoscimenti nelle due (finora) stagioni realizzate. Milo Ventimiglia e Mandy Moore sono forse i nomi più conosciuti in This is us, ma vi assicuro che il merito è parimenti suddiviso tra tutto il cast. 

Concludo dicendo che This is us è una serie drammatica davvero consigliata che racconta, in maniera molto semplice e attraverso la centralità di una famiglia unita, uno dei valori fondamentali della vita come l’amore.

Ed ora cliccate il tasto per la visione in HD del video che segue e godetevi un assaggio di ciò di cui ho parlato, quello che mi piace definire uno tra i monologhi allegorici sulla vita più belli della tv. 

 

Aspettando Sanremo 2018

Sanremo18 Logo

 

Durante la settimana del Festival di Sanremo, a lavoro, la stanza si trasforma in un covo di esperti discografici. Gli argomenti su cui discutere diventano monotematici, la collega inizia a sentenziare sui probabili vincitori e a distruggere outfit e allestimenti vari dei protagonisti, la radio da ascoltare diventa categoricamente Radio Rai. Perchè Sanremo è Sanremo. E a me va benissimo essere capitato nella stanza dell’ufficio giusta.

Avviso ai nuovi naviganti: in queste pagine si è parlato quasi ogni anno di Sanremo. Pur riconoscendo la parvenza di vecchiume che aleggia intorno alla manifestazione canora più importante del Bel Paese, devo ammettere di parteggiare sempre per il Festival della canzone italiana (e le mie principali motivazioni le trovate QUI).  Tutto questo nonostante i motivi legati al cambiamento non mi permettano più di seguirlo come una volta.

Il Sanremo che non c’è più. Una delle cose che Sanremo ha perso durante i suoi anni è il braccio teso da parte della concorrenza. Mi spiego meglio. Al netto dello stuolo di trasmissioni di Mamma Rai volte a far da traino (e che sono rimaste tutt’oggi), c’era un tempo in cui anche Mediaset et similia contribuivano alla notorietà del Festival attraverso un numero consistente di appuntamenti. Striscia la notizia e Le iene, ad esempio, stravolgevano l’usuale palinsesto e dirottavano le incursioni dei propri inviati nella cittadina in provincia di Imperia in nome del gossip e, soprattutto, nel tentativo di smascherare eventuali vittorie pilotate (memorabile fu il ROSA-LINO-VINCE del ’96).  Evidentemente, quelli ai piani alti di Mediaset devono aver capito, col tempo, che più che danneggiare la manifestazione tutto questo finiva col fare da propaganda al Festival. E allora niente più richiami. Anzi, niente contro-programmazione. Tappeto rosso srotolato e parola agli ascolti. Peccato.

Sanremo 2018. Senza mezzi termini, le mie sensazioni iniziali nei confronti del Festival di quest’anno sono negative. Il trio di presentatori (e direttore) è composto per due terzi da elementi che non hanno mai avuto il mio apprezzamento. Non me ne voglia la cara amica Lali, ma Claudio Baglioni non è una figura che mi attira empaticamente. Se poi ci mettiamo che le sue scelte dei cantanti in gara sono per la maggior parte lontane dai miei gusti musicali, il dado è tratto. E nemmeno la (a detta di molti) simpatica Michelle Hunziker, già sul palco nel lontano 2007, riesce a catturarmi. L’unico che stimo, in termini ludici, è Pierfrancesco Favino. Ottimo attore, alla sua prova del nove sul palco dell’Ariston. Un’incognita su cui, però, pongo buone aspettative. 
Tutti tranquilli, comunque. A quanto pare, Claudione starebbe caricando a pallettoni la scaletta, grazie alle parecchie amicizie nell’ambito dello spettacolo di cui gode. Tutto questo assicura al Festival un numero consistente di ospiti, cantanti e comici, che garantirebbero la buona riuscita degli intermezzi extra-gara. Un nome su tutti: Fiorello. Basta, no?

Tantissimi ospiti. Come detto, questo Sanremo 2018 pare essere una corsa all’invito. Tutti, o quasi, i più grandi nomi della canzone italiana stanno facendo a gara per accaparrarsi un posto d’onore tra le 5 puntate del Festival. Tra i nomi confermati troviamo Il Volo, Giorgia, Gianna Nannini, i Negramaro, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, Piero Pelù, Gino Paoli, il trio Nek Pezzali e Renga, Fiorella Mannoia e Laura Pausini.  La lista è ancora work in progress, ma la base c’è ed è solida. Mi chiedo, però, se tutti questi cavalli di razza non toglieranno la scena ai cantanti della gara, quella vera, sminuendoli irrimediabilmente. E gli ospiti internazionali? Al momento la lista è ferma ai nomi di Sting, Shaggy e James Taylor. Un pò poco, considerando i trascorsi.

Chiudo l’articolo con una triste considerazione: non c’è un solo nome in gara che mi entusiasmi. Però ci stanno gli Elii. Basta girare un pò il web per capire quanto le esibizioni al Festival di Sanremo degli Elio e le storie tese abbiano fatto storia. E allora aspettiamoci lo show. Sperando in qualche sorpresa, in numerose papere e in qualche polemica ben assestata.

 

Scaletta Sanremo 2018

 

Ricapitolando…

Ricapitolando

 

Weekend alle porte. Nonostante il mio fine settimana non sia più quello di anni fa, provo comunque ad arrivarci con lo stesso entusiasmo di allora. Se non altro, non avrò da lavorare. Piuttosto spero di riuscire a sfruttare questi due giorni per andare a fare shopping da saldi (camicie, jeans e scarpe sono in wishlist da un pò) cercando, poi, di ritagliarmi del tempo da dedicare alle mie passioni. 

A tal proposito, riporto un rapido punto della situazione su tutti quegli elementi a corredo della mia vita in questo periodo.

La lettura di IT di Stephen King procede a rilento. Sono a circa 300 pagine completate ma, dopo un inizio molto scorrevole, mi trovo adesso alle prese con un tratto che, personalmente, ritengo meno incisivo. Credo che in questa analisi abbia la sua valenza anche il tipo di impaginazione che la versione tascabile ha riservato a quest’opera: è tutto troppo attaccato, e la stanchezza ne risente. Resta un bel romanzo, comunque.

In attesa che riprenda la normale programmazione di The Walking Dead e This is us, sto recuperando la quarta stagione di Black Mirror, una delle mie serie-tv preferite in assoluto. Per ora ho visto soltanto le prime due puntate e devo ammettere che, purtroppo, non mi hanno sconvolto quanto mi aspettassi. U.s.s. Callister parte in sordina, quasi come una parodia che beffeggia le vecchie serie di fantascienza degli anni 60. Poi assume la forma tipica della serie-tv, il protagonista finisce vittima della sua brama di controllo dei cloni, e diventa tutto più interessante. Nel complesso un episodio che gioca molto sull’ironia e che ti spiazza proprio quando stai nel bel mezzo della risata. Arkangel mi è piaciuto poco. Nonostante segua il filone tecnologico e distopico della serie, devo dire di averlo trovato “svuotato”, privo di quel cinismo che contraddistingue gli altri episodi. Stasera riparto col terzo. Sonno permettendo.

Capitolo musica. Più che scoprire canzoni del momento (il mercato latita in questo periodo), sto venendo a conoscenza, grazie a Spotify, di parecchi brani che meritano di finire di diritto nella mia playlist principale. Through glass degli Stone Sour, ad esempio, è tra quelle che più ascolto ultimamente.

Vorrei comprare un nuovo gioco per la Ps4. Dopo oltre 2 mesi di fiducia incondizionata, devo rompere gli indugi ed ammettere che Fifa 18 non mi appassiona quanto il suo predecessore. Quindi, ho pensato di cambiare genere e voglio approfittare degli sconti di gennaio per buttarmi su qualche platform vecchio stampo. Steamworld DigOddworld: New ‘n’ Tasty è l’eterno dilemma che, spero, di risolvere entro questa sera.

Chiudo l’articolo con una canzone che posso definire “Il mio momento di felicità di questa giornata”. Malgrado sia una delle canzoni più famose di Robbie Williams, erano anni che non l’ascoltavo. E, beh, mi ha fatto stare bene. Dunque ringrazio Il volo del mattino per avermela riportata alla memoria. Questa è Angels. Buon fine settimana.

 

La mia prima volta…

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Chi mi legge da tanto tempo sa che considero My World… come una sorta di diario personale. Non a caso il tag Tracce di me è uno dei più utilizzati qui. Questo motivo mi ha spinto a tornare nel blog (al momento ancora congelato) e a scrivere queste righe da destinare al futuro che verrà. 

Ieri ho fatto il mio primo tatuaggio.

Già. Sembra assurdo, se consideriamo il fatto che ho sempre rinnegato con forza l’idea di imprimere qualcosa di permanente sulla mia pelle. A dire il vero, tempo fa i tatuaggi li detestavo a prescindere da chi li portasse. Non che ci fosse una motivazione valida a questa mia prevenzione negativa. Non mi piaceva come tecnica di simbolismo, non mi piaceva come moda, non mi piaceva come passione da coltivare. Non mi piaceva e basta. Poi le cose sono cambiate. 
Si, perchè sto imparando ad accettare che nella vita si cambia. Sebbene io continui con orgoglio a definirmi un tradizionalista/abitudinario/nostalgico, mi sto accorgendo che in fondo la vita è cambiamento. Cambiano le idee, cambiamo noi. E tanto vale accettarlo. 
Quindi sono passato, gradualmente,  dal rifiuto verso i tatuaggi al rimanerne affascinato. Eppure io fino a circa sei mesi fa non mi sarei mai sognato di diventare l’ospite d’onore della sedia del tatuatore. E invece.

E’ stato tutto molto veloce. Ieri mattina ricevo la conferma dell’appuntamento (fino ad allora sempre piuttosto in bilico)  per il tardo pomeriggio. Alle 19.30 avevo il mio primo segno indelebile sulla pelle. Nel mezzo, un ripensamento improvviso e la forte incredulità durante il processo che avveniva. 

Sono soddisfatto? Si, sono molto soddisfatto. 

Le cose cambiano. 

 

Sanremo 2015

sanremo-2015

 

Anche se non riesco più a seguirlo come una volta, Sanremo resta QUESTO.

E, visto che di tempo non ce n’è molto, mi concedo giusto un break per ascoltare una delle canzoni più belle delle ultime edizioni. E’ una poesia piena di rabbia, la consapevolezza di un amore finito. E’ Lasciarsi un giorno a Roma di Niccolò Fabi.

 
 

Mr. Mercedes?

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Una volta devo aver sentito da qualche parte che non bisogna ostinarsi nel voler arrivare alla fine di un libro se questo non riesce a coinvolgere la nostra attenzione. Secondo la teoria, cercare di farsi piacere un contenuto poco affine ai nostri gusti è una pratica inutile e tediosa.

Personalmente, quando devo scegliere una nuova lettura, la visione di un film o l’ascolto del prossimo album, mi affido quasi sempre al mio istinto. Non leggo mai recensioni che possono fuorviare il mio pensiero. Mi basta leggere poche righe della prefazione, dare un primo ascolto o guardare la locandina per decidere se il prodotto in questione merita di entrare nella mia vita o meno. E quasi sempre mi va bene.

Ora, molti di voi sanno che la lettura di Joyland mi ha lasciato estasiato e realmente appagato. Al contempo, molti di voi sanno che difficilmente mi discosto dallo scegliere lavori che non siano quelli di Stephen King. Non cambiare la via vecchia per la nuova, si dice dalle mie parti. E lo so che è un detto che manifesta limiti e chiusura mentale in ogni sua parola. Ma se mi trovo bene, perchè cambiare? L’unico libro di King che lasciai a metà, a mia memoria, è stato Rose Madder.

Adesso spero tanto che Mr. Mercedes, il nuovo romanzo del Re del brivido, non vada a fare compagnia al titolo appena citato. Perchè, a prima vista (e non avendo letto ancora alcuna parola), il suo soggetto non mi prende tantissimo. 
Mr. Mercedes è un giallo poliziesco e, soprattutto, è il primo capitolo di una trilogia. Da buon amante dei racconti brevi, quindi, non riesco a vedere di buon occhio un romanzo già di per sè lungo e che non abbia una conclusione dopo il primo capitolo. 

Insomma, se nelle prossime settimane leggerete una sorta di recensione su Mr. Mercedes, vorrà dire che il libro ce l’ha fatta. In caso contrario, questo resterà l’unico articolo su My World… dedicato all’argomento.

Quello che posso già dare per certo, invece, è che leggerò Revival, il romanzo di King che uscirà in Italia il prossimo marzo, e che dovrebbe riportare i contenuti del plot su binari a tinte horror, quelli a lui più familiari.

Guida tv per la notte di Halloween 2014

 

Jack_O_Lantern

 

Halloween è sempre stata una festa molto sentita dal sottoscritto, tanto da dedicarne un tag su questo blog. Se scavate nel passato di My World…, infatti, troverete diverse curiosità storiche sulla Notte delle streghe e sullo spirito che caratterizza i giorni che la precedono. 

Aldilà delle polemiche sulla controversa natura della festa, sulle presunte radici sataniche e sul reale significato della ricorrenza, Halloween resta per me un grosso carrozzone di maschere e rituali di aggregazione di massa. Un innocuo carnevale a sfondo unico: quello horror. 

Una delle cose che adoro di Halloween è la possibilità di crearsi una vera e propria maratona horror di pellicole a tema basandosi su una programmazione tv che, per l’occasione, si colora d’arancione su diversi canali.

Detto ciò, quindi, come già fatto in anni ormai andati, vi riporto alcune proposte della tv italiana, in modo da aiutarvi nella creazione della scaletta personale delle visioni di Halloween.

 

GUIDA TV – HALLOWEEN 31/10/2014

 

ITALIA UNO:

  • I SIMPSON – LA PAURA FA NOVANTA Stag. 23 (Ore 14.05)

RAI 4:

  • THE WOMAN IN BLACK di James Watkins (Ore 21.10)
  • HANSEL & GRETEL di Yim Pil-sung (Ore 23.15)

CIELO:

  • HOTEL TRANSYLVANIA di Genndy Tartakovsky (Ore 21.10)
  • HALLOWEEN – THE BEGINNING di Rob Zombie (Ore 23.00)

ITALIA 2:

PREMIUM CINEMA HD:

  • LA NOTTE DEL GIUDIZIO di James Demonaco (Ore 19.40)
  • R.I.P.D. – POLIZIOTTI DALL’ALDILA’ di Robert Schwentke (Ore 21.15)

PREMIUM ENERGY:

  • SOSPESI NEL TEMPO di Peter Jackson (Ore 19.20)
  • THE RED SHOES di Kim Yong-Gyun (Ore 00.15)
  • UNDEAD di Michael Spierig (Ore 2.20)
  • IL MAI NATO di David S. Goyer (Ore 04.15)
  • THREE… EXTREMES di Park Chan-Wook (Ore 05.40)

PREMIUM COMEDY:

  • PARANORMAN di Chris Butler (Ore 21.15)
  • AIUTO VAMPIRO di Paul Weitz (Ore 22.55)

STUDIO UNIVERSAL:

  • INTERVISTA COL VAMPIRO di N. Jordan (Ore 21.25)
  • DRACULA DI BRAM STOKER di F. F. Coppola (Ore 23.30)
  • RAGAZZI PERDUTI di Joel Schumacher (Ore 1.55)
  • BLADE di S. Norrington (Ore 3.50)
  • MIRIAM SI SVEGLIA A MEZZANOTTE di T. Scott (Ore 6.00)

AXN SCI-FI:

  • FANTASMI DA MARTE di J. Carpenter (Ore 23.00)
  • VAMPIRES di J. Carpenter (Ore 1.00)

HORROR CHANNEL:

  • IL BOSCO FUORI di G. Albanesi (Ore 22.45)
  • HATCHET di A. Green (Ore 00.20)
  • LA CASA di Sam Raimi (Ore 01.45)

SKY CINEMA 1:

  • LO SGUARDO DI SATANA – CARRIE di Kimberly Peirce (Ore 21.10)

SKY CINEMA MAX:

  • LA CASA di Fede Alvarez (Ore 01.10)
  • SAW – L’ENIGMISTA di James Wan (Ore 02.45)
  • THE EXORCISM OF EMILY ROSE di Scott Derrickson (Ore 04.30)

FOX COMEDY:

  • CICLO HALLOWEEN: Selezione di episodi a tema di HOW I MET YOUR MOTHER, NEW GIRL, MODERN FAMILY, I JEFFERSON, NON FIDARTI DELLA STR*** DELL’INTERNO 23, AIUTAMI HOPE, LOUIE  

FOX ANIMATION:

  • Tutti gli episodi del ciclo La paura fa Novanta de I SIMPSON, inclusa la puntata (inedita per Fox) della Ventesima Stagione

 

Questo è l’elenco dei consigli per la giornata di domani, venerdì 31 ottobre. 

Lasciatemi solo consigliare a tutti gli indecisi la visione di Trick R’ Treat (tradotto in Italia col vergognoso titolo de La vendetta di Halloween). Un film che considero come l’emblema stesso delle pellicole sul tema di Halloween (al pari del capolavoro di Carpenter, sotto quest’aspetto), e che ho avuto modo di recensire QUI durante l’epoca d’oro di Alone in Kyoto

Buona festa di Halloween a tutti.

Il fine settimana dei ritorni

Dylan Dog - Reborn

L’ultimo weekend di settembre è passato via all’insegna delle scoperte del passato. Mi riferisco a due passioni che, seppure mai sviluppate totalmente, sono ritornate di moda in maniera inaspettata. 

Ci sono prodotti d’intrattenimento la cui presenza non resta costante nella vita. Vanno e vengono, a seconda dei periodi e, soprattutto, degli impegni. Quando il tempo libero è limitato, sei costretto a fare delle scelte e a tralasciare gli interessi che ti prendono di meno rispetto al resto. E’ così per il wrestling,  lo sport spettacolare a cui ho legato tantissimi momenti felici e che ciclicamente torna a far parte delle mie giornate. 
Il boom negli anni novanta del wrestling ha portato allo sviluppo di altre discipline, decisamente più realistiche, ma altrettanto spettacolari. L’UFC, ad esempio, è la più grande organizzazione di arti marziali miste che ha saputo unire lo show d’intrattenimento, il carrozzone dei nomi e dei personaggi con degli incontri “veri”. Sfortunatamente, finora l’UFC non era mai riuscita a prendere piede in Italia, probabilmente per l’eccessiva crudezza dei match. Finora.
La notizia di qualche giorno fa parla dell’acquisizione dei diritti di alcuni spettacoli della federazione da parte di Fox Sports Italia. Il che vuol dire che già dallo scorso weekend gli appassionati dell’UFC hanno potuto godersi il ppv senza costi aggiuntivi a quello dell’abbonamento Sport. Bel colpo.
Io non mi ritengo un fan con la Effe maiuscola, ma intanto ho registrato l’evento sul MySky. Il proposito è quello di iniziare a fare dell’UFC una nuova abitudine. 

Da adolescente ci fu un periodo nel quale andavo matto per i fumetti di Dylan Dog. Mi piacevano le sue storie e lo sviluppo narrativo simile a quello di un film. Avevo una nutrita collezione fatta di inediti, prime ristampe, seconde ristampe e book che adesso presumo si trovino da qualche parte in cantina.
Ricordo ancora l’emozione che provai nell’andare a comprare il leggendario Numero 100, un albo stampato eccezionalmente a colori. La stessa emozione l’ho riprovata lo scorso sabato, quando mi sono deciso a comprare il numero 337. La prima impressione nell’aprire la copertina è stata di stupore: avevo dimenticato il potere rievocativo dell’odore della carta da fumetto.
Il numero 337 di Dylan Dog rappresenta lo spartiacque tra il vecchio modo di concepire la realtà dell’indagatore dell’incubo e una nuova Era. Spazio profondo è una storia di fantascienza (piuttosto banale, ad essere onesto) ambientata nel 2427 in cui il ricordo del nostro Dylan, morto all’inizio del ventunesimo secolo, viene impiegato per dar vita a cinque suoi cloni programmati per recuperare una navicella popolata da spettri spaziali. Insomma, piuttosto stramba come situazione. 
Ciò che più mi spinge a riprendere la lettura mensile del fumetto è il fatto che dal numero 338 in poi Dylan Dog stravolgerà alcune certezze del passato. Mai piu’ Bloch, nuove nemesi ed un approccio alla tecnologia differente. Tanta carne al fuoco per il rilancio di un personaggio che aveva iniziato un lento declino negli ultimi anni. 

Riuscirò a fare di UFC e Dylan Dog le mie buone abitudini del futuro? Non resta altro da fare che rimanere sintonizzati.