Il fine settimana dei ritorni

Dylan Dog - Reborn

L’ultimo weekend di settembre è passato via all’insegna delle scoperte del passato. Mi riferisco a due passioni che, seppure mai sviluppate totalmente, sono ritornate di moda in maniera inaspettata. 

Ci sono prodotti d’intrattenimento la cui presenza non resta costante nella vita. Vanno e vengono, a seconda dei periodi e, soprattutto, degli impegni. Quando il tempo libero è limitato, sei costretto a fare delle scelte e a tralasciare gli interessi che ti prendono di meno rispetto al resto. E’ così per il wrestling,  lo sport spettacolare a cui ho legato tantissimi momenti felici e che ciclicamente torna a far parte delle mie giornate. 
Il boom negli anni novanta del wrestling ha portato allo sviluppo di altre discipline, decisamente più realistiche, ma altrettanto spettacolari. L’UFC, ad esempio, è la più grande organizzazione di arti marziali miste che ha saputo unire lo show d’intrattenimento, il carrozzone dei nomi e dei personaggi con degli incontri “veri”. Sfortunatamente, finora l’UFC non era mai riuscita a prendere piede in Italia, probabilmente per l’eccessiva crudezza dei match. Finora.
La notizia di qualche giorno fa parla dell’acquisizione dei diritti di alcuni spettacoli della federazione da parte di Fox Sports Italia. Il che vuol dire che già dallo scorso weekend gli appassionati dell’UFC hanno potuto godersi il ppv senza costi aggiuntivi a quello dell’abbonamento Sport. Bel colpo.
Io non mi ritengo un fan con la Effe maiuscola, ma intanto ho registrato l’evento sul MySky. Il proposito è quello di iniziare a fare dell’UFC una nuova abitudine. 

Da adolescente ci fu un periodo nel quale andavo matto per i fumetti di Dylan Dog. Mi piacevano le sue storie e lo sviluppo narrativo simile a quello di un film. Avevo una nutrita collezione fatta di inediti, prime ristampe, seconde ristampe e book che adesso presumo si trovino da qualche parte in cantina.
Ricordo ancora l’emozione che provai nell’andare a comprare il leggendario Numero 100, un albo stampato eccezionalmente a colori. La stessa emozione l’ho riprovata lo scorso sabato, quando mi sono deciso a comprare il numero 337. La prima impressione nell’aprire la copertina è stata di stupore: avevo dimenticato il potere rievocativo dell’odore della carta da fumetto.
Il numero 337 di Dylan Dog rappresenta lo spartiacque tra il vecchio modo di concepire la realtà dell’indagatore dell’incubo e una nuova Era. Spazio profondo è una storia di fantascienza (piuttosto banale, ad essere onesto) ambientata nel 2427 in cui il ricordo del nostro Dylan, morto all’inizio del ventunesimo secolo, viene impiegato per dar vita a cinque suoi cloni programmati per recuperare una navicella popolata da spettri spaziali. Insomma, piuttosto stramba come situazione. 
Ciò che più mi spinge a riprendere la lettura mensile del fumetto è il fatto che dal numero 338 in poi Dylan Dog stravolgerà alcune certezze del passato. Mai piu’ Bloch, nuove nemesi ed un approccio alla tecnologia differente. Tanta carne al fuoco per il rilancio di un personaggio che aveva iniziato un lento declino negli ultimi anni. 

Riuscirò a fare di UFC e Dylan Dog le mie buone abitudini del futuro? Non resta altro da fare che rimanere sintonizzati. 

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Il ritorno di Michael Mann

Blackhat_Michael_Mann

E’ stato rilasciato da qualche ora il trailer di Blackhat, cyber-thriller che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Michael Mann. Nel cast troviamo, tra gli altri, Chris Hemsworth, Viola Davis, Manny Montana, William Mapother e John Ortiz.

Regista di Manhunter, Heat – La sfida, Collateral, Miami Vice e tanti altri successi, Mann si era concesso un lungo periodo lontano dalla direzione cinematografica in seguito al flop di Public Enemies – Nemico Pubblico. Inutile dire che, adorando letteralmente la tecnica registica, i filtri notturni e le riprese in digitale, io non veda l’ora di godermi il suo nuovo lavoro. 

Purtroppo la data d’uscita nel nostro Paese è ancora sconosciuta, mentre la premier americana è stata fissata per il prossimo 16 gennaio.

Nel frattempo, di seguito c’è il  primo trailer di Blackhat. Che ve ne pare?

 

Il compleanno di My World…

Birthday Autumn

 

My World… spegne otto candeline.

Un percorso lungo, quello del blog, determinato da pause e da cambiamenti nei contenuti, ma con la costante dell’interazione con i lettori.

Nel corso degli anni, a causa della chiusura della piattaforma, ho dovuto salutare quasi tutti i passanti di Splinder: persone davvero importanti con le quali avevo raggiunto un’ottima alchimia. Il piacere di leggere alcune delle loro considerazioni mi manca tantissimo. 
Poi si è ripartiti su WordPress. Tanti dubbi e poca dimestichezza con la nuova interfaccia. Un pò come quando l’ho aperto la prima volta, io non sapevo affatto se la cosa avrebbe funzionato. Ero spinto soltanto dalla voglia di non lasciar morire questo posto. 

Il resto è storia recente. A poco a poco, le incertezze sono sparite, il blog ha trovato la sua dimensione e, con essa, un nuovo stuolo di commentatori dalle storie interessanti. A tal proposito, sarebbe curioso sapere da questi lettori, semmai avessero un blog, il motivo che li ha spinti alla scrittura. La semplice spiegazione della genesi di questo sito, invece, la trovate QUI e QUI.

Ora, perdonatemi se non mi dilungherò nei ringraziamenti, li ho fatti di recente e non voglio sembrare ruffiano. Piuttosto voglio regalare, a me e a chi è interessato, un link al vecchio My World…, quello di Splinder. Un estratto salvato dal sito Wayback Machine, una specie di ricordo cristallizzato di quella che, in termini informatici, potrei definire un’altra Era.

QUI, dunque, c’è il My World… di Splinder, con l’augurio che possa piacere sempre a qualcuno. In primis, all’autore.

MJ – Ricordi del mito

Michael Jackson_Wallpaper

 

Ultimamente ci sono tornato in fissa. Non so quand’è successo, e nemmeno come, ma d’improvviso è ricomparso il  forte interesse nei confronti dell’Universo di Michael Jackson.

La star nativa di Gary è stata tra gli artisti più influenti nel panorama musicale contemporaneo, in quello del ballo, ed ha spianato la strada a tantissime pop star che si sono affacciate al pubblico in seguito. La maggior parte di noi (o, almeno, tutti noi che siamo cresciuti di pari passo col suo straordinario successo)  ricorda lucidamente dove si trovava e cosa stava facendo al momento della notizia della sua morte nel 2009. Io, ad esempio, ricordo di aver pensato che si trattasse di una bufala. Come se lui non potesse mai morire. Come se fosse scontata la sua Immortalità.

Provando a scavare il fondo del baule delle memorie, invece, credo che il mio primo approccio (non felicissimo) con il Re del Pop risalga ai primi anni ottanta. Erano gli anni della sua ascesa come cantautore solista,  si stava separando dalla band fondata insieme agli altri fratelli, i Jackson 5, ed aveva da poco pubblicato un album che sarebbe entrato di diritto nel Guinness dei Primati per numero di copie vendute: Thriller. Il video della canzone che diede anche titolo al disco veniva spesso trasmesso da una rete locale campana (allora i canali tematici in Italia erano inesistenti)  che offriva un segnale analogico instabile ma tutto sommato efficiente. John Landis, regista di Un lupo mannaro americano a Londra e The Blues Brothers, fu chiamato a ricreare uno scenario horror fatto di zombie, lupi mannari e persino dei denti da vampiro. Il risultato fu un cortometraggio mozzafiato, se consideriamo i parametri dell’epoca. Quel video, lanciato nell’etere selvaggio, fu per me un autentico spauracchio negli Anni Ottanta, al punto da doverlo evitare fino a quando età e coscienza mi hanno permesso di sviluppare coraggio per vederlo.  

Il secondo ricordo che ho di Michael è quello che probabilmente mi ha permesso di legarmi maggiormente alla sua musica. Mi trovavo ricoverato per qualche giorno in ospedale e mi annoiavo a morte. C’era però il walkman (si, ho messo il link a Wikipedia per questo aggeggio) a tenermi compagnia e una cassetta che mio zio mi regalò per l’occasione. La cassetta era un Best of pirata di Michael con alcune delle tracce tratte da Thriller e Bad riproposte in sequenza casuale. Fu così che elessi Human Nature la mia canzone preferita dell’artista afroamericano. 

Arrivò poi l’Era di Dangerous, il suo terzo album da solista. Mio cugino ed il mio migliore amico avevano la medesima tela raffigurante la bellissima copertina del disco. Italia Uno mandò in onda l’anteprima del video del primo singolo, Black or White e, successivamente, una versione tagliata del concerto tenuto a Bucarest, una delle tappe del Dangerous Tour. Io e il mio videoregistratore eravamo in piena febbre da Jackson. 

Sempre durante il periodo delle VHS, parliamo della metà degli anni novanta, venni in possesso di History on Film,  mini-collana composta da due videocassette contenenti una serie di videoclip di Michael. La prima includeva i video più famosi del passato, la seconda quelli inediti relativi ai brani del nuovo cd (History, appunto). Nel contempo, un’ottima cassetta bootleg di brani mixati e rielaborati, Remind the Remix, diventava a me familiare e piacevole da ascoltare.

Poi più niente. 

Invincible, l’album del 2001, ed i successivi progetti (inclusi gli album postumi) mi sono passati accanto senza lasciare in me traccia o ricordo rilevante. Fino a quando non ho ripreso a documentarmi e a scoprire che c’è un’infinità di materiale, più o meno ufficiale, che descrive in maniera dettagliata ad esauriente la carriera di questa Icona del Pop. 

Perchè, aldilà degli scandali personali, delle sue manie opinabili e dello stile di vita bizzarro, Michael Jackson resta un’Icona. Per la musica, un Immortale. Michael Jackson resta il Mito.

Poche righe per ricominciare

Sunset_in_Sedona

Arriva settembre e si torna a scrivere su My World…

Dalle mie parti il cambiamento delle condizioni meteo ha segnato praticamente la linea di confine tra estate ed autunno. Il cielo sereno di ieri sera, contornato dal concerto di cicale nei campi, sembra un ricordo di mesi addietro se si guarda al temporale di stamattina ed ai nuovi tuoni che minacciano la quiete naturale. La cosa non mi dispiace, però. Se è vero com’è vero che le mie vacanze sono finite, tanto vale che il tempo fuori mi aiuti a non rimpiangere i recenti passati. 

Un mese d’agosto nel complesso tranquillo. Una settimana di ferie trascorsa in una struttura alberghiera in quel di Montauro, in provincia di Catanzaro, sullo sfondo di un Mare Ionio a dir poco favoloso. Per il resto poche novità, tra le quali un piccolo restyling dell’appartamento ed una visita a Pompei che meditavo di fare da tanto tempo.

Per finire, ringraziandovi per la partecipazione manifestata anche in mia assenza, mi auguro che anche per voi agosto sia stato un buon mese, che vi siate ricaricati e che siate pronti a ricominciare.