Gli anni della Dance Commerciale

Discodance

 

La mia adolescenza ha vissuto anni accompagnati prevalentemente da una colonna sonora alla quale sono molto legato.
Erano gli anni novanta, ed era il tempo in cui dalle mie parti si passava il sabato sera a guardare la partita di pallavolo della squadra locale per poi andare tutti insieme a caccia di quella che sarebbe stata una delle ultime feste organizzate in casa (per info, QUI). In mancanza di questo, c’era sempre una serata allestita in qualche garage o nel primo locale messo a disposizione da qualcuno dei nostri. Il comune denominatore di tutti i contesti era costituito dalla medesima musica che segnava quelle ore di svago. La musica del tempo di cui parlo era la Dance Commerciale

Nell’ultimo decennio del ventesimo secolo la musica in questione era così in voga da ritagliarsi ampi spazi nelle radio di tutto il territorio nazionale. C’erano classifiche settimanali a tema, la superclassifica annuale delle canzoni più suonate/ballate in discoteca e persino delle compilation mixate dai Dj dell’epoca. La musica dance commerciale era tanto importante, in quegli anni, da portare alcuni produttori a cavalcarne l’onda ed a remixare e ri-editare anche dei classici musicali che col genere non c’entravano niente.  Ad ogni modo era tutto pompato e tutto alla moda. Fino a quando la stessa moda non ha deciso di voltare pagina e di rinnegare quel successo dichiarandolo superato e trash. 

Cosa mi rimane di quei tempi? Oltre ai ricordi e alla nostalgia, mi restano numerose cassettine registrate che conservo gelosamente, alcune contenenti dei remix davvero rari. E poi mi resta una buona conoscenza sul tema e la certezza che, malgrado i tempi che cambiano, la voglia di Dance anni 90 non mi passerà mai.

Mi resta anche altro, in verità. Negli ultimi anni ho avuto modo di sperimentare in prima persona il piacere di usare i piatti di una console da Dj. E questi che seguono sono dei piccoli estratti della nuova esperienza.

 

 

 

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I ’90 che tornano

90 Special

 

Parte stasera su Italia Uno la prima di 5 puntate di ’90 Special – Che ne sanno i 2000, il nuovo programma ideato e condotto da Nicola Savino che promette di riportare alla luce temi, colori e sapori dell’ultimo decennio dello secolo scorso.

In un interessante articolo su Tv Sorrisi e Canzoni, Savino rivela che «l’ispirazione sul confezionare una trasmissione del genere è partita guardando la serie “1993”» in cui si è divertito a scovare in essa oggetti ed emblemi di quegli anni. Il che, per un nostalgico cronico come me (nonchè amante degli anni novanta), è già un atteggiamento che rende la premessa particolarmente appetibile.   

Ciò che mi rende, invece, piuttosto scettico sulla buona riuscita di ’90 Special, è dato da un paio di incognite che potrebbero rivelarsi di non poco conto. In primo luogo, c’è da considerare l’ovvio limite dato dal fatto di dover utilizzare video di repertorio attinti esclusivamente dall’archivio Mediaset. Mi piacerebbe, ad esempio, rivedere spezzoni di trasmissioni di Mtv come Unplugged o Select, o ricordare la sigla di “Al Cinema in Famiglia” su Raiuno (anni ottanta, lo so), cosa che difficilmente sarà possibile, dato che Mediaset non è principale titolare dei diritti in questione. E poi c’è il rischio concreto di dover assistere ad una sorta di Matricole e Meteore Bis, un programma che ho sempre trovato stucchevole e del tutto privo di contenuto. In ogni caso, confido nelle capacità autoriali di Savino e nella forte impronta nostalgica che ha promesso di mettere nella conduzione.  

Secondo indiscrezioni, tra gli ospiti della prima puntata ci saranno gli Eiffel 65 (chissà se nella formazione al completo) e Jovanotti. Quest’ultimo tornerà a cantare a distanza di trent’anni Asso, la sigla del telefilm Classe di ferro (che però è della fine degli ottanta). 

Finite le mie considerazioni basate sui presupposti, non mi resta che ricordare l’appuntamento di questa sera, su Italia Uno, con la celebrazione dei 90 Special. L’orario d’inizio è alle 21.25 perchè, purtroppo, la prima serata di oggi non è più quella degli anni novanta.

MJ – Ricordi del mito

Michael Jackson_Wallpaper

 

Ultimamente ci sono tornato in fissa. Non so quand’è successo, e nemmeno come, ma d’improvviso è ricomparso il  forte interesse nei confronti dell’Universo di Michael Jackson.

La star nativa di Gary è stata tra gli artisti più influenti nel panorama musicale contemporaneo, in quello del ballo, ed ha spianato la strada a tantissime pop star che si sono affacciate al pubblico in seguito. La maggior parte di noi (o, almeno, tutti noi che siamo cresciuti di pari passo col suo straordinario successo)  ricorda lucidamente dove si trovava e cosa stava facendo al momento della notizia della sua morte nel 2009. Io, ad esempio, ricordo di aver pensato che si trattasse di una bufala. Come se lui non potesse mai morire. Come se fosse scontata la sua Immortalità.

Provando a scavare il fondo del baule delle memorie, invece, credo che il mio primo approccio (non felicissimo) con il Re del Pop risalga ai primi anni ottanta. Erano gli anni della sua ascesa come cantautore solista,  si stava separando dalla band fondata insieme agli altri fratelli, i Jackson 5, ed aveva da poco pubblicato un album che sarebbe entrato di diritto nel Guinness dei Primati per numero di copie vendute: Thriller. Il video della canzone che diede anche titolo al disco veniva spesso trasmesso da una rete locale campana (allora i canali tematici in Italia erano inesistenti)  che offriva un segnale analogico instabile ma tutto sommato efficiente. John Landis, regista di Un lupo mannaro americano a Londra e The Blues Brothers, fu chiamato a ricreare uno scenario horror fatto di zombie, lupi mannari e persino dei denti da vampiro. Il risultato fu un cortometraggio mozzafiato, se consideriamo i parametri dell’epoca. Quel video, lanciato nell’etere selvaggio, fu per me un autentico spauracchio negli Anni Ottanta, al punto da doverlo evitare fino a quando età e coscienza mi hanno permesso di sviluppare coraggio per vederlo.  

Il secondo ricordo che ho di Michael è quello che probabilmente mi ha permesso di legarmi maggiormente alla sua musica. Mi trovavo ricoverato per qualche giorno in ospedale e mi annoiavo a morte. C’era però il walkman (si, ho messo il link a Wikipedia per questo aggeggio) a tenermi compagnia e una cassetta che mio zio mi regalò per l’occasione. La cassetta era un Best of pirata di Michael con alcune delle tracce tratte da Thriller e Bad riproposte in sequenza casuale. Fu così che elessi Human Nature la mia canzone preferita dell’artista afroamericano. 

Arrivò poi l’Era di Dangerous, il suo terzo album da solista. Mio cugino ed il mio migliore amico avevano la medesima tela raffigurante la bellissima copertina del disco. Italia Uno mandò in onda l’anteprima del video del primo singolo, Black or White e, successivamente, una versione tagliata del concerto tenuto a Bucarest, una delle tappe del Dangerous Tour. Io e il mio videoregistratore eravamo in piena febbre da Jackson. 

Sempre durante il periodo delle VHS, parliamo della metà degli anni novanta, venni in possesso di History on Film,  mini-collana composta da due videocassette contenenti una serie di videoclip di Michael. La prima includeva i video più famosi del passato, la seconda quelli inediti relativi ai brani del nuovo cd (History, appunto). Nel contempo, un’ottima cassetta bootleg di brani mixati e rielaborati, Remind the Remix, diventava a me familiare e piacevole da ascoltare.

Poi più niente. 

Invincible, l’album del 2001, ed i successivi progetti (inclusi gli album postumi) mi sono passati accanto senza lasciare in me traccia o ricordo rilevante. Fino a quando non ho ripreso a documentarmi e a scoprire che c’è un’infinità di materiale, più o meno ufficiale, che descrive in maniera dettagliata ad esauriente la carriera di questa Icona del Pop. 

Perchè, aldilà degli scandali personali, delle sue manie opinabili e dello stile di vita bizzarro, Michael Jackson resta un’Icona. Per la musica, un Immortale. Michael Jackson resta il Mito.

Festivalbar 2014… Perchè non ci sei?

Festivalbar Story

L’estate di una volta era quella del Festivalbar e dei Juke-box sotto il bar del lido. Era quella delle Hit Mania Dance e dei falò sulla spiaggia attorno ad una chitarra. Quella del Venerdì con Zio Tibia (prima) e di Notte Horror (poi). Una volta l’estate riuscivi davvero a sentirla.
E’ da un pò di anni a questa parte che i signori che decidono le mode e gli eventi stanno cercando di sbiadire la bella stagione, di appiattirne la magia. Tanto per dirne una, la più banale: da quanto tempo non nasce un vero tormentone estivo? Da parecchio, secondo me. 

Il Festivalbar è stata un’icona estiva fino al 2007, anno in cui la produzione ha alzato bandiera bianca dando addio all’evento nelle piazze e destinando il suo brand al baule dei ricordi. Prima di allora il Festivalbar è stata una carovana piena di musica. Anche buona musica, per certi versi.
Sebbene non abbia mai dato un impressione da manifestazione seria (basti pensare che prima del 2002 le esibizioni dei cantanti erano tutte tassativamente in playback), e malgrado un meccanismo di premiazione quantomeno subdolo,  il Festivalbar riusciva a ritagliarsi un posto nella vita degli italiani che vedevano nel gala d’apertura una sorta di segnale dell’arrivo della bella stagione (non per niente la tagline tipica delle ultime edizioni è stata “Torna l’estate, torna il Festivalbar”). 

Ora tutto questo non c’è più. Mancano compilation di successo e manca una manifestazione musicale estiva capace di indurre il telespettatore a lasciare la tv accesa nei martedì più caldi dell’anno. La mia speranza è quella che prima o poi possa tornare qualcosa come il Festivalbar, magari più al passo coi tempi, ma che mantenga quell’aria scanzonata, un pò trash, che ci ha fatto sognare per decenni.

Vi lascio con un’esibizione che vidi dal vivo a Napoli, nel 1996, in occasione della finalissima trasmessa in diretta da Piazza Plebiscito. Canta l’artita “one shot” (al secolo Kevin Grivois) con Strange World… e con addosso la maglia della mia squadra del cuore.

 

La storia si ripete…

Sono uno che ama le tradizioni. Adoro il moto ciclico delle cose e il ripetersi degli eventi. Molti di voi probabilmente non condivideranno il mio modo di essere. Se pensiamo che la vita è un cambiamento continuo, questo potrebbe essere inteso come un rifiuto della realtà. Ma tant’è.
Tutto questo prologo per dire soltanto che ieri sono riuscito a riportare i miei genitori al cinema. Si è rivissuta la magia, qualcosa che mi porterò dentro in futuro e che ricorderò con molto piacere. Per sempre.

La situazione rifiuti a Napoli è ancora grave, vicina al collasso. Ho letto stamattina che qualcuno ha chiesto l’intervento dell’esercito per permettere ai camion di scaricare nei siti predisposti per lo stoccaggio. Malgrado ciò, devo ammettere che questa volta la fortuna ci ha assistiti e non ci ha riservato un finale come quello dello scorso anno (QUI).

Vi lascio con quello che è forse il più suggestivo spot realizzato sul Natale (Gli anni ottanta… Che tempi!). Per chi volesse vederne altri, QUI c’è il post dello scorso anno.

Buon week-end a tutti.

P.s. Pensavo di iniziare le mie feste già a partire da questa sera. Invece lunedì mi toccherà tornare qui in studio. Se non altro avrò l’occasione di augurare buone feste a tutti voi nel giorno della vigilia.

Chiedo scusa…

Finalmente trovo un pò di tempo per scrivere e rassicurare tutti coloro che hanno mostrato interesse e preoccupazione per la mia improvvisa assenza sulle pagine di My World…. Sappiate che lo apprezzo moltissimo e lo considero un grande segnale di affetto. Grazie a tutti.

Come già accennato QUI, a partire dal mese d’aprile c’è sempre un considerevole incremento di lavoro da espletare nello studio dal quale prendono vita gli articoli di questo blog. E’ un pò come se la mia vita lavorativa passasse, rapidamente, da uno stato di allarme verde (DEFCON 5) al grado di allarme arancione/rosso (DEFCON 2 e 1). Ciò mi costringe, inevitabilmente, a trascurare questo posto.

Quelli di voi che mi conoscono da più tempo sanno quanto io tenga a My World… e quanto soffra nell’essere impedito ad aggiornarlo con assiduità. Purtroppo continuo a non avere possibilità di farlo altrove, ma spero di rimediare a questo disagio entro il primo anno di vita del blog.

Aspettando, dunque, giorni migliori, rinnovo i  miei ringraziamenti per il vostro interesse e vi lascio con l’ennesimo video dance (tra quelli reperibili su youtube). Questo è "If you…" dei Magic Box.

IF YOU – MAGIC BOX

Torna la… Voglia di Vincere

Teen Wolf

 

Chi di voi ricorda il film del 1985 con protagonista un giovane Michael J. Fox nel ruolo di un simpatico lupo mannaro? Il film è Voglia di Vincere (Teen Wolf) e pare che anche questa pellicola non sarà risparmiata dall’ondata di remake che ha travolto Hollywood e dintorni.

Voglia di Vincere è incentrato sulla storia di Scott (Michael J. Fox, appunto), un giovane adolescente che, improvvisamente, scopre di aver ereditato dal padre la facoltà di trasformarsi in un licantropo. Inizialmente a disagio, Scott scopre i vantaggi di questo suo "dono", tra i quali un irresistibile fascino e delle strabilianti prestazioni nel basket.

Girato prima di Ritorno al Futuro, il film uscì un anno dopo, in modo da sfruttare al  massimo la scia dell’incredibile successo ottenuto dalla pellicola di Zemeckis. Ma in Italia la distribuzione ha osato ancora di più, cambiando in fase di doppiaggio il nome del protagonista da Scott a Marty e riconducendolo, così, all’immagine del protagonista della trilogia per eccellenza (non me ne vogliano i fans de Il Padrino).

Tom Welling in Teen Wolf Io ho avuto la possibilità di rivedere questo film di recente, e devo dire che l’emozione di allora è rimasta del tutto immutata nel tempo. E’ una commedia genuina che aiuta a riscoprire il piacere del divertimento semplice senza dover ricorrere all’utilizzo di battute volgari tipiche di molte pellicole demenziali d’oggi giorno.

Ma torniamo alla notizia di apertura di questo post. Come già detto in precedenza, si vocifera, in questi giorni, di un probabile remake per la pellicola che fu diretta da Rod Daniel. Secondo il sito di MTV, dovrebbe fare parte del cast anche il giovane Clark Kent di Smallville, Tom Welling, ma non avrà il ruolo di Scott: il ruolo di protagonista sarà affidato ad una ragazza.

Aspettando nuove informazioni a riguardo, godiamoci questo video con alcune clip del simpatico Teen Wolf.

 

Face your fears…

Prendo spunto da un post che ho letto sul sito di Menilmontant per proporre l’argomento delle paure infantili.  Quella di cui vi parlo è probabilmente la più grande paura che io abbia mai avuto nei primi 5-6 anni di vita: sto parlando di FiveI lettori di My World… con più venticinque anni d’età probabilmente si ricorderanno del pupazzo, simbolo di Canale 5, presente in diverse trasmissioni delle reti Fininvest (l’attuale Mediaset). 

 

Il pupazzo Five è una simpatica biscia arancione che veniva animata su sfondo nero ed era protagonista di un programma-contenitore per bambini nel pomeriggio di Canale 5 dal titolo “Pomeriggio con Five”. Il pupazzo veniva doppiato da Marco Columbro e presentava diversi cartoni animati dell’epoca, intervallati da giochini e sketch. Il programma venne poi soppresso nel 1983, per far posto a Bim Bum Bam, in onda su Italia 1. Il mio incubo ricorrente da bambino era proprio lui, Five, il pupazzo dalla vocina stridula, pronto ad uscire dal ripostiglio per portarmi con sè in chissà quale mondo oscuro. Era il mio Baubau.


Per tutti gli interessati, ed in attesa di scoprire le vostre paure, ecco la foto del famigerato mostro malefico… (???)

 

 

Il Pupazzo Five

Hablame luna…

Giornata ventosa oggi… La settimana lavorativa che sta giungendo al termine ha avuto, qui a Napoli, due giorni quasi estivi, uno di pioggia intensa ed altri due giorni di forte vento.  Sono giorni strani, sotto il profilo climatico e non solo. Ma non è questo l’argomento del post.

Ritorno, invece, a proporre pezzi dance commerciale, e lo faccio postando il testo ed il video di una canzone che nel 1997 andava forte. Il gruppo è quello dei Basic Connection, e la canzone è Hablame Luna.

Buon Week-end a tutti…

Fly in the night
no words, just keep on whispering to the sky
is a secret to hide
Young lady there
in that are used to make a wish to you
Just waiting for an answer to come

Fly in the night
no words, just keep on whispering to the sky
is a secret to hide
Young lady there
in that are used to make a wish to you
Just waiting for an answer to come

And I day
Hablame luna
te quiero escuchar
tù cuentame lo que sera

And I day
Hablame luna
te quiero escuchar
tù cuentame lo que sera

HABLAME LUNA – VIDEO

Memorie di un sabato…

Lo scorso sabato sono stato ad una festa. Fino a qualche anno fa, io e i miei amici andavamo a caccia di feste in cui imbucarci, ma oggi è diverso. I tempi sono cambiati. Gli altri sono cambiati. E forse sono cambiato anch’io, solo che faccio fatica ad accettarlo.

A questa festa, però, ho ritrovato i miei amici, quelli della mia infanzia e della mia adolescenza. Persino il deejay era un mio vecchio amico, adesso piuttosto noto dalle mie parti, il che lo rende meno propenso alle esternazioni in pubblico, ed ai ricordi. Vecchi amici, ormai non più ragazzini, con delle responsabilità regalate loro da questa magnanima vita.

E così, anche se per poche ore, ho ritrovato ciò che mi mancava da moltissimo tempo, il piacere incommensurabile di respirare l’aria dei bei tempi.

La “mia” serata ha raggiunto il suo apice quando il deejay ha lanciato, in successione, una serie di pezzi dance della seconda metà degli anni novanta. E’ stata un’emozione indescrivibile. Per di più, la timidezza se n’era andata in vacanza.

In passato ho avuto diverse occasioni di costruirmi la felicità attraverso i modi più disparati. Non mi è mai servito. Per me lo sballo è questo: qualcosa di assolutamente indefinibile, ma vero. E sabato sera io mi sono sballato di brutto.

 

Questa  la selezione dance proposta alla festa:

 

DAY BY DAYRegina (1997)

FABLERobert Miles (1996)

LET A BOY CRYGala (1997)

AMOUR TOUJOURSGigi D’Agostino (1999)

SHINED ON MEPraise Cats feat Dominick (2002)

 

Ed ecco, due video relativi alle canzoni succitate. Operazione “nostalgia dance” on fire!

ROBERT MILES – FABLE

GALA – LET A BOY CRY

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