Ciao Bob

Bob Hoskins RIP

Bob Hoskins ci lascia all’età di 71 anni.

Attore britannico, candidato all’Oscar nel 1986, lo ricordo soprattutto per due pellicole a cui mi legano momenti d’infanzia: Hook – Capitan Uncino e Chi ha incastrato Roger Rabbit. Quest’ultimo titolo è stato la prima videocassetta che mio padre ci ha comprato per testare il videoregistratore. Nei mesi scorsi girava anche voce di un progetto relativo al seguito della fortuna pellicola diretta da Robert Zemeckis

Ciao, Bob. E grazie delle memorie che ci hai lasciato. 

Manie dal mondo reale

Maniaco_Fumetto

Periodo stressante, sebbene i carichi di lavoro non siano ancora intensi come lo saranno presumibilmente tra un mese. Purtroppo la lista delle cose da fare per la casa non collimano con la disponibilità di tempo, ed il risultato è quello di dover organizzare tutto per questo sabato. Tuttavia, la settimana corta mi permette di staccare almeno dagli impegni d’ufficio e di concedermi per domani una sana grigliata all’aperto con ospiti annessi. Tempo permettendo.

Festività totalmente gradita, quindi. Domani sfrutterò l’occasione per fiondarmi in terrazzo e godermi lo spettacolo floreale. 
Come già detto altre volte, la casa in cui abito da quasi tre anni mi ha permesso di sviluppare una buona propensione per la cura delle piante. Credo che prestare attenzione alle tante fasi della natura sia un ottimo strumento per il benessere e la calma interiore. Ed io provo a ricaricare le pile in questo modo ogni qualvolta  mi capita l’opportunità. La mattina subito dopo la colazione,  al tramonto non appena rientrato a casa.  Di conseguenza, riconosco che la mia sta diventando una sorta di mania. Una mania benefica. D’altronde, ognuno ha la sua. No? 

Lo sanno bene le mie due vicine di casa, quella del piano di sopra (A) e quella dell’appartamento di fronte al mio (B). Le loro, più che manie, sono vere e proprio ossessioni. Una sorta di missione di vita sulla Terra. Il nemico da sconfiggere. Loro sono le SuperMario della casa. 
Parliamo della vicina A, quella del piano di sopra. La suddetta  ha come ragione di vita quella di dover passare l’aspirapolvere almeno due volte al giorno, per tutto il perimetro della casa, e di spostare mobili. E di fare tanti rumori fino a notte fonda. Come sotto un processo di trasloco. A giudicare dal modo in cui ripete ogni giorno questo rituale, però, non credo sia riuscita ancora a sconfiggere la polvere. Dovrebbe provare col funghetto allucinogeno di Mario Bros. 
Peggio della vicina A c’è la vicina B, quella che non appena apro la finestra mi ritrovo puntualmente intenta a stendere i panni. Ogni-singola-mattina. Migliaia e migliaia di panni. Per una famiglia composta soltanto da due persone mi sembra alquanto esagerato, detta tra noi. A casa mia siamo arrivati al punto tale che quando dobbiamo stendere la nostra di biancheria facciamo riferimento alla vicina B per capire se è il caso di mettere i panni fuori o sullo stendino. E’ una vera esperta in previsioni meteo. E’ il Grande Guru della lavatrice.
Ognuno è libero di vederla come vuole ed il mio post è di chiara matrice ironica. Però, il mio parere personale è che va bene la pulizia, l’igiene dell’ambiente e tutto il resto appresso, ma qui siamo di fronte all’esasperazione del concetto. 

In chiusura di post, eccovi un vecchio brano dal sapore Vintage dei Fleetwood Mac, gruppo anglo-americano formatosi nella seconda metà degli anni sessanta. Questa è Dreams. Buon ponte e buon weekend a tutti voi. 

 

La ballerina del carillon e gli amici andati

Birthday and nature

 

Altro weekend alle porte. Stavolta piuttosto ricco, in termini di impegni. 

La tradizione che fino a qualche anno fa mi voleva tra i protagonisti della consueta partita di bowling è ormai uno sbiadito ricordo, ma la cosa non mi dispiace affatto. Quasi tutti i componenti dell’epoca si sono dimostrati tutt’altro che fedeli al sottoscritto. A dire il vero la maturità (?) mi ha permesso di chiarire parecchie dinamiche in merito alle mie amicizie. Nonostante i tantissimi messaggi di auguri ricevuti su Facebook, Whatsapp e similari, sono poche le persone che nel corso del tempo hanno dimostrato di cercarmi per il solo piacere di farlo e per dare prova di tenerci a me. La maggior parte mi cerca soprattutto per avere dei favori dalla mia professione, altri invece restano vicino soltanto finchè le cose vanno bene. Stamattina un vecchio amico delle medie che non sentivo da almeno un anno mi ha chiamato per avere una consulenza. Certo, prima mi ha fatto gli auguri, ma chiaramente non è stato quello il motivo della sua telefonata. In ogni caso, ho la scorza dura ormai, ed ho sviluppato un’empatia tale da riuscire a selezionare le amicizie. Stasera probabilmente festeggerò in famiglia, con coloro che davvero ci sono sempre stati. E sono felice.

Una canzone che ho sempre apprezzato di Ligabue è La ballerina del Carillon, brano contenuto nell’album Sopravvissuti e Sopravviventi. Nella prima strofa viene descritta la solitudine di un professore che nel giorno del suo compleanno si ritrova in un night a brindare alla ricorrenza. Ora, per quanto cupo possa sembrare questo scenario, a me ha sempre intenerito e, in un certo senso, affascinato. Ritrovo in questa canzone una malinconia positiva, di quelle che ti cullano e che ti trasmettono tranquillità.
Ecco, stasera sarà una serata tra pochi intimi (a meno di sorprese), ed io già pregusto il piacere di trascorrerla a modo mio

A questo punto vi lascio con la canzone succitata, augurandovi di passare un buon weekend e soprattutto una serena Pasqua. Buon ascolto.

 

Dardi, ricchi premi e cotillon

premiancorapremi

 

Il  blog inizia a prendere la sua dimensione anche sulla nuova piattaforma WordPress. Benchè siano lontani i tempi in cui My World… riusciva a collezionare un importante numero di visite giornaliere su Splinder, devo dire che le tracce dei passi in questo posto aumentano. Per questo motivo devo a tutti voi un sincero grazie

Restiamo in tema di ringraziamenti. La cara Samanta, autrice di un blog ordinato e ben curato del quale vi consiglio la lettura,  mi ha assegnato nei giorni scorsi il premio Dardos. L’origine di questo riconoscimento pare risalga al 2008 quando un blogger spagnolo decise di onorare 15 suoi colleghi meritevoli di trasmettere valori culturali, etici, letterali o personali. Quindi ringrazio di cuore Samanta per essersi ricordata di My World e per aver motivato la scelta evidenziando il modo in cui qui si descrive la quotidianità. Grazie davvero.

Ed un grazie particolare va anche a Rose che nel suo blog (uno di quelli che leggo con più costanza) mi ha nominato permettendomi di bissare il Liebster Award (QUI la prima puntata).

Le regole di questo premio prevedono di rispondere alle domande proposte da Rose e di nominare altri dieci blog proponendogli nuovi quesiti. Io terrò fede solo alla prima parte, perchè già in passato ho fatto fatica a fare una selezione così ristretta tra i tanti bei contenuti che mi permettete di leggere.  

Dunque, se vi va di conoscere le risposte, continuate  a leggere qui sotto. In caso contrario, vi rimando alla prossima occasione e vi saluto. Partiamo. 

 

  1. Qual’è il nome che ti sarebbe piaciuto avere? Mi piace tantissimo quello che ho, anche se è davvero troppo inflazionato.
  2. In quale periodo storico avresti voluto vivere? Nessuno. Cambierei volentieri il luogo, non il tempo. Anche se devo ammettere che una sbirciatina a quel che successe nell’Anno Zero la darei volentieri.
  3. C’è un film a cui cambieresti il finale? E Come? Non ho dubbi. Cambierei il finale di One day. SPOILER: Ottima commedia, buon ritmo e buone interpretazioni. Purtroppo verso la fine il personaggio di Anne Hathaway finisce investito e muore. Una stonatura troppo feroce.
  4. C’è un luogo descritto nel tuo libro preferito che hai visitato? Purtroppo no. Non ho mai visitato Castle Rock. Tra l’altro è una cittadina immaginaria.
  5. Qual’è la tua canzone preferita di Lucio Battisti? Pur riconoscendo il suo grande talento, non sono portato per ascoltare Battisti. Però mi capita di suonarlo.
  6. Qual’è il tuo personaggio dei cartoni animati preferito di tutti i tempi? Domanda da un milione di dollari. Mi butto sul primo che mi viene in mente: Phoenix de I Cavalieri dello Zodiaco. Tenace e vendicativo.
  7. Drink preferito? Mi piacerebbe stupirvi con un titolo ad effetto, ma per mia fortuna (o dispiacere, a seconda dei casi) non bevo alcolici.
  8. Qual’è la cosa migliore dell’Italia? E la peggiore? Peccando di retorica, dico che la cosa migliore che abbiamo qui è l’enorme risorsa del patrimonio storico. La peggiore? Davvero solo una? Ok. Il razzismo tra nord e sud, ergo la disunione tra cittadini. Ma anche la corruzione. La mancanza di tutela. La smetto.
  9. Chi ha ucciso Laura Palmer? Mi mandi a nozze. Uno dei telefilm più rivoluzionari di tutti i tempi. Una fotografia eccellente. Ambientazioni che sogno ancora di visitare. Soggetto affascinante. Twin Peaks. All’epoca un capolavoro. Chi l’ha uccisa? Bob, il demone del male che s’impossessa di Leland Palmer, padre di Laura, e che gli fa compiere materialmente l’atroce omicidio.
  10. Come definiresti il mio blog? Frizzante. Cemoirose è un blog che mi trasmette allegria, con argomenti interessanti, talvolta leggeri, ma di sicuro interesse. 

 

Riflessioni musicali

Primavera Musicale

 

Mi piace associare una determinata canzone ai ricordi e ai contesti temporali. La mia playlist rievoca emozioni del periodo in cui ho ascoltato quei brani. Abbiamo canzoni estive, e canzoni invernali, e via dicendo. Ogni pezzo è intriso della condizione dell’epoca. E così rimane nel tempo. Come marchiata. Le canzoni primaverili le apprezzo particolarmente perchè supportano il mio animo, lo ravvivano, lo risvegliano dopo il freddo inverno. Anche in questo periodo, tra le poche canzoni ascoltabili, ho trovato qualcosa che si accosta ai miei gusti e che si candida ad entrare nella playlist in maniera permanente. Si tratta di Logico #1 di Cesare Cremonini.
Benchè abbia una certa predilezione per la musica straniera, ci sono alcuni brani italiani che riescono a rapirmi ed a conquistare il mio apprezzamento. Logico #1 ha un ritmo incalzante, un beat molto veloce e un arrangiamento ben confezionato. In esso ho trovato somiglianze con lo stile di altri artisti che gradisco. Mi emoziona. Così come mi emozionano 27 aprile de Il nucleo, Lasciarsi un giorno a Roma di Nicolò Fabi o alcune canzoni di Mario Venuti.  Insomma, Cremonini ha fatto centro. Aspettando l’album intero.

Passando ad un’altra considerazione, stavo pensando alle distinzioni tra stili musicali delle varie decadi. E mi sono accorto che alcune canzoni degli anni novanta hanno un tratto distintivo che mi piace tantissimo: la coda finale lunga. Cos’hanno in comune Una Rosa blu di Michele Zarrillo, To the moon and back dei Savage Garden e Playing My Game di Lene Marlin? Hanno tutte un finale strumentale di giri armonici che supera il minuto. Anche Mmm Mmm Mmm dei Crash Test Dummies e 2 become 1 delle Spice Girls posseggono, in parte, la stessa caratteristica. Ora non so se si tratta davvero di una moda dei produttori dell’epoca o di una mera mossa volta ad allungare il brodo, ma la cosa funziona. 

C’è anche una canzone contemporanea che sfrutta in un tratto della sua durata una variante della coda strumentale: è Money on my mind di Sam Smith. Eccola per voi. 

 

Un fine settimana positivo

 

“Uno deve fare tutto quello che può, deve impegnarsi al massimo. Se fai così, se rimani positivo, vedrai spuntare il sole fra le nuvole.” 
(Pat Solitano, Il lato positivo)

 

Fine settimana positivo, malgrado le mie abitudini siano state stravolte da grane convenzionali a cui avrei fatto volentieri a meno.  I programmi in questo weekend miravano soprattutto a tener fuori dalla mia vita qualsiasi rottura di carattere sociale, incluse le visite pomeridiane della domenica. So che questo suona un tantino agorafobico, ma almeno nei giorni di festa mi piacerebbe tenere il passo con i miei svaghi. 

Dicevo, weekend positivo.

Sono riuscito a recuperare le ultime due puntate di American Horror Story, ed ora aspetto di godermi il Gran Finale;

Ho rimesso in sesto la mia indole da pollice verde, con risultati più che soddisfacenti. Stare a contatto con la natura è forse la più sana terapia del buonumore;

Finalmente le macchie di colla nel mio bagno lasciate dal vecchio lavandino in muratura sono andate via. La conseguenza? Una ritrovata ottimizzazione di tutto il contorno; 

Inoltre, ho finito la visione, seppur spezzettata, de Il lato positivo, diretto da David O. Russell, già regista del discreto The Fighter

 

Il lato positivo - Comic

 

Interpretato, tra gli altri, da Bradley Cooper e Jennifer Lawrence, il film racconta il reinserimento nella società di Pat, un uomo afflitto da disturbi psichici causati da un trauma che l’ha visto testimone del tradimento della moglie. Nel tentativo di riconquistarla, Pat accetta il compromesso proposto da Tiffany,  una giovane donna dalla torbida personalità e dal passato complicato.

Ora, non voglio dilungarmi nel giudizio sulla pellicola (per quello il posto è Alone In Kyoto) ma devo buttare giù qualche pensiero sparso e dire che Il lato positivo funziona egregiamente sotto certi aspetti. Primo su tutti l’ambientazione rustica. Il piccolo paesino della Pennsylvania sembra essere la cornice perfetta per le vicende della famiglia Solitano. Una famiglia in cui il conflitto tra padre e figlio la fa da padrone, un pò come accade in La mia vita a Garden State tra Andrew e suo padre. Le scene degli scontri verbali tra i due ci mostrano la buona interpretazione di Cooper e l’ottima mimica di De Niro (a cui, personalmente, avrei dato l’Oscar). Le note stonate, invece, vanno alla sceneggiatura (anch’essa candidata alla statuetta, ma che ho trovato un pò troppo piatta) e alla decisione di utilizzare per certi frangenti la telecamera a mano. Nel complesso, però, Il lato positivo è un prodotto che è riuscito ad intrattenermi di buon gusto. E per questo va promosso.

Buon inizio settimana. 

Pensieri d’aprile: Le fantastiche sei e l’evento dell’anno

wrestlemania

Primo weekend di aprile alle porte: tempo instabile e livello di stanchezza considerevole. Sono lontani i giorni in cui mi svegliavo davvero riposato dopo un appagante sonno notturno. Il mio stile di vita è cambiato parecchio negli ultimi anni, complice la nuova distanza casa-lavoro, e il dormire di meno è una delle conseguenze.  
Dicono che per vivere bene bisognerebbe riposare almeno otto ore a notte. A me, se proprio va bene, ne sono sei. Invidio molto, in tal senso, le persone che riescono a ricaricare le pile in poche ore, quelli che alle sei del mattino sono già giù dal letto, attivi e contenti di esserlo. Mi piacerebbe potermi svegliare sempre all’alba e godermi le meraviglie che solo una certa ora riesce ad offrire

Passando oltre, questo è il weekend di Wrestlemania XXX. Chi mi legge dagli albori di My World... sa che in passato sono stato un accanito appassionato di wrestling, tanto da recensire di tanto in tanto qualche evento quissù. Adesso l’interesse è scemato, vuoi perchè la disciplina è cambiata, e vuoi perchè sono inevitabilmente cambiato anch’io. 
Ma Wrestlemania è Wrestlemania. E’ l’evento principe della federazione, il Superbowl del wrestling, un appuntamento imperdibile per i cultori del genere. A prenderne parte non sono solo i lottatori impiegati in pianta stabile negli show, ma anche cantanti, gruppi musicali, attori e vecchie glorie che, per una notte, decidono di far la storia in una cornice di pubblico spettacolare. Per un sostenitore nostalgico dei tempi andati come me, dunque, Wrestlemania resta una tappa fissa. Nonostante il tempo che passa.

 

Il tempo a disposizione è giunto al termine anche stavolta, e tra poco inizierà il mio fine settimana. Nell’augurarvi di trascorrere momenti piacevoli, vi lascio con la canzone Touche dei Goodsmack. A presto.