My World… Award!

 

My World...Award

 

Oggi ho deciso di stilare il mio personale Award, una serie di domande create sulla falsa riga di quelle che hanno ispirato questa sezione. Per quanto io non ami le catene, questo tipo di citazione lo trovo comunque una sorta di “Ho pensato a te”. E quindi…

 

MY WORLD… AWARD 

Le regole sono le solite e sono molto semplici:

Ringraziare la persona che ti ha scelto e rilinkare il suo blog. Rispondere alle 10 domande. Passare il testimone ad altri 10 colleghi e metterli al corrente del premio. Tutto qui.

Passiamo alle domande.

Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente. Avevo circa 12 anni quando io e quattro amici del quartiere costruimmo una bellissima casetta sull’albero. Ricordo che ognuno si occupò di un aspetto: chi dei sostegni, chi della vernice, chi degli interni e dell’approvvigionamento. A guardia di quel posto mettemmo anche un bellissimo cagnolino meticcio (che non ha messo mai paura a nessuno). Ricordi dolcissimi di un tempo andato.

Un complimento che hai particolarmente apprezzato in vita tua. “Sei come il vino, migliori col tempo.”

La cosa più improponibile e divertente che hai fatto da ubriaco. La cosa più improponibile è che ancora non mi è capitato di ubriacarmi. La più divertente (o deprimente , dipende dai punti di vista) è che sono astemio.

La scala di priorità che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita. Ho una scala a chiocciola che si contorce su sè stessa. Un casino.

Il tuo senso preferito. L’olfatto. E’ un senso molto sviluppato, per quanto mi riguarda. E poi adoro associare gli odori ai ricordi.

Una parola preferita. Mi piace la parola “Bontà”‘. Mi piace il suono, come riempie, mi dà l’idea di qualcosa di soffice e buono. Difficile da spiegare esattamente la sensazione che mi suscita.

Un sogno nel cassetto. Nel mio cassetto c’è già poco spazio per le magliette e i calzini, figuriamoci per i sogni.

La cosa che più vi annoia di una persona. Mi annoia la superficialità (che però non è la leggerezza, eh). Per il resto sono abbastanza tollerante.

Un’espressione dialettale divertente. “Fatt’ accattà a chi nun te sap'”. Tradotto nel dialetto nostrano vuol dire, letteralmente, “Lasciati comprare da chi non ti conosce”. E’ un detto volto ad indicare una persona nota per modi di fare subdoli e poco limpidi.

In questo periodo ti sei reso conto di aver perso… peso? Sicuramente NO. Magari il contrario.

 

I miei premiati li scelgo tra quelli che hanno meritato, nel tempo, di finire nel mio Blogroll (li trovate sulla destra, e sono tutti validissimi):

http://topolod3xter.wordpress.com/
http://chezliza.wordpress.com/
https://essereincompresielasortedituttinoi.wordpress.com
https://millesplendidisoli.wordpress.com/
https://sentimentalpiggyromance.wordpress.com
https://paroledipolvereblog.wordpress.com
https://pensieristorti.wordpress.com
https://sundaymoodd.wordpress.com
https://thr0ughthemirr0r.com
https://vivodasola.wordpress.com/

 

Tutto qua. Come sempre vi invito a dire la vostra, nella speranza di avervi intrattenuto per qualche minuto. Alla prossima.

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Metti una sera dall’oculista

Vision Of Eyechart With Glasses

 

Da qualche mese ho iniziato a fare fatica a mettere a fuoco le scritte poste in lontananza, quasi fossero offuscate al centro da una presenza eterea. Il che, per uno che non ha mai sofferto di fastidi del genere, ha rappresentato un’assoluta novità. 
Spinto da continue sollecitazioni che mi invitavano ad approfondire la cosa, quindi, mi sono deciso ed ho accettato di sottopormi alla mia prima visita seria dall’oculista. 

Quello che mi ha colpito maggiormente, mentre l’esperto incalzava con le solite domande di rito, è stato l’insieme di atmosfere e odori antichi che lo studio sembrava quasi raccontare. Oltre alle attrezzature che davano l’impressione di aver visitato migliaia e migliaia di persone prima di me, c’era l’arredamento d’altri tempi: tavoli in legno di ciliegio massiccio e poltroncine rosse che mi hanno ricordato quelle che aveva il mio barbiere quando da piccolo mio padre mi portava a tagliare i capelli. Per non parlare delle pareti e dei pavimenti. Persino il contenitore per le mentine e il calendario da scrivania erano decisamente fuori tempo massimo. In ogni caso, tutto questo mi ha notevolmente affascinato. L’ho trovato un inconsueto tuffo nel mio passato più lontano.

I risultati della visita. Ho una leggera miopia di un grado per l’occhio destro e di 0.75 per quello sinistro. Secondo lo specialista (che però ha tenuto a precisare che si tratta di ipotesi) la miopia ha carattere genetico. Io, da ignorante, sono dell’avviso che anni di ebook letti al pc e un lavoro da ufficio abbiano fatto il grosso. Morale della favola: alla veneranda età di 36 anni, anch’io mi appresto a vivere una nuova (e per me del tutto misteriosa) esperienza. Sono pronto ad entrare nel Club ufficiale degli occhialuti. 

E che sia un territorio inesplorato per il sottoscritto lo testimonia anche la difficoltà riscontrata per la scelta della montatura. Questo accessorio mi ha costretto ad una ricerca fatta di tre negozi consultati ed una cinquantina di modelli sottoposti al mio difficilissimo gusto. Alla fine è andata. Sono un nuovo quattrocchi.

Vi lascio col video di Animals dei Maroon 5, dove lo stalker Adam Levine indossa il modello di occhiali che ho cercato inizialmente, salvo poi scartarli per una montatura leggermente diversa. Buon ascolto.

 

Pensieri sparsi sulla sezione About 📊

AboutMelogo

 

E’ venerdì, è stata una settimana particolarmente faticosa e manca poco al mio weekend. Quindi la soluzione è questa: scrivere un post da cazzeggio, e via così.

Spulciando le statistiche del blog ho scoperto che la pagina di My World… più visitata, tralasciando l’irraggiungibile Homepage/Archivi, è quella intitolata About. La sezione delle informazioni attira più di qualsiasi altro argomento trattato qui, con grande meraviglia da parte del sottoscritto.

Piccola parentesi: da quando WordPress ha introdotto il Lettore le visite al blog, questi numeri sono da ritenersi relativi, proprio perchè non terrebbero conto di tutti gli accessi al blog realizzati attraverso la Dashboard del portale. Tuttavia, al netto delle valutazioni sull’effettiva valenza di questa statistica, trovo questo dato quanto meno singolare.
Poi però mi ricordo di tutte quelle catene che ogni tanto finiamo per fare un pò tutti noi blogger. E qual è il fulcro di queste catene? Conoscerci meglio. Attraverso curiosità, hobby, fatti di vita.

Dunque provo a dare una mia chiave di lettura. La soluzione sta nel fatto che la curiosità è parte di noi, volenti o nolenti. Ben radicata nella natura umana. La fame di sapere ci accompagna e, seppure con percorsi diversi, si finisce tutti per ricercare informazioni su qualcuno o qualcosa. Il che è un bene. Malgrado questo, però, io ho sempre avuto una sezione About scarna e povera di contenuti. Non ho mai riflettuto sull’importanza di dare un biglietto da visita al visitatore, e credo che comunque resterà sempre così.

Ma, visto che siamo tutti un pò curiosi, ora chiedo a voi colleghi: come avete improntato la vostra pagina About (ammesso che l’abbiate)?

Intanto il mio tempo a disposizione è finito. Tra un pò si stacca. Buon fine settimana a tutti.

Aspettando Sanremo 2018

Sanremo18 Logo

 

Durante la settimana del Festival di Sanremo, a lavoro, la stanza si trasforma in un covo di esperti discografici. Gli argomenti su cui discutere diventano monotematici, la collega inizia a sentenziare sui probabili vincitori e a distruggere outfit e allestimenti vari dei protagonisti, la radio da ascoltare diventa categoricamente Radio Rai. Perchè Sanremo è Sanremo. E a me va benissimo essere capitato nella stanza dell’ufficio giusta.

Avviso ai nuovi naviganti: in queste pagine si è parlato quasi ogni anno di Sanremo. Pur riconoscendo la parvenza di vecchiume che aleggia intorno alla manifestazione canora più importante del Bel Paese, devo ammettere di parteggiare sempre per il Festival della canzone italiana (e le mie principali motivazioni le trovate QUI).  Tutto questo nonostante i motivi legati al cambiamento non mi permettano più di seguirlo come una volta.

Il Sanremo che non c’è più. Una delle cose che Sanremo ha perso durante i suoi anni è il braccio teso da parte della concorrenza. Mi spiego meglio. Al netto dello stuolo di trasmissioni di Mamma Rai volte a far da traino (e che sono rimaste tutt’oggi), c’era un tempo in cui anche Mediaset et similia contribuivano alla notorietà del Festival attraverso un numero consistente di appuntamenti. Striscia la notizia e Le iene, ad esempio, stravolgevano l’usuale palinsesto e dirottavano le incursioni dei propri inviati nella cittadina in provincia di Imperia in nome del gossip e, soprattutto, nel tentativo di smascherare eventuali vittorie pilotate (memorabile fu il ROSA-LINO-VINCE del ’96).  Evidentemente, quelli ai piani alti di Mediaset devono aver capito, col tempo, che più che danneggiare la manifestazione tutto questo finiva col fare da propaganda al Festival. E allora niente più richiami. Anzi, niente contro-programmazione. Tappeto rosso srotolato e parola agli ascolti. Peccato.

Sanremo 2018. Senza mezzi termini, le mie sensazioni iniziali nei confronti del Festival di quest’anno sono negative. Il trio di presentatori (e direttore) è composto per due terzi da elementi che non hanno mai avuto il mio apprezzamento. Non me ne voglia la cara amica Lali, ma Claudio Baglioni non è una figura che mi attira empaticamente. Se poi ci mettiamo che le sue scelte dei cantanti in gara sono per la maggior parte lontane dai miei gusti musicali, il dado è tratto. E nemmeno la (a detta di molti) simpatica Michelle Hunziker, già sul palco nel lontano 2007, riesce a catturarmi. L’unico che stimo, in termini ludici, è Pierfrancesco Favino. Ottimo attore, alla sua prova del nove sul palco dell’Ariston. Un’incognita su cui, però, pongo buone aspettative. 
Tutti tranquilli, comunque. A quanto pare, Claudione starebbe caricando a pallettoni la scaletta, grazie alle parecchie amicizie nell’ambito dello spettacolo di cui gode. Tutto questo assicura al Festival un numero consistente di ospiti, cantanti e comici, che garantirebbero la buona riuscita degli intermezzi extra-gara. Un nome su tutti: Fiorello. Basta, no?

Tantissimi ospiti. Come detto, questo Sanremo 2018 pare essere una corsa all’invito. Tutti, o quasi, i più grandi nomi della canzone italiana stanno facendo a gara per accaparrarsi un posto d’onore tra le 5 puntate del Festival. Tra i nomi confermati troviamo Il Volo, Giorgia, Gianna Nannini, i Negramaro, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, Piero Pelù, Gino Paoli, il trio Nek Pezzali e Renga, Fiorella Mannoia e Laura Pausini.  La lista è ancora work in progress, ma la base c’è ed è solida. Mi chiedo, però, se tutti questi cavalli di razza non toglieranno la scena ai cantanti della gara, quella vera, sminuendoli irrimediabilmente. E gli ospiti internazionali? Al momento la lista è ferma ai nomi di Sting, Shaggy e James Taylor. Un pò poco, considerando i trascorsi.

Chiudo l’articolo con una triste considerazione: non c’è un solo nome in gara che mi entusiasmi. Però ci stanno gli Elii. Basta girare un pò il web per capire quanto le esibizioni al Festival di Sanremo degli Elio e le storie tese abbiano fatto storia. E allora aspettiamoci lo show. Sperando in qualche sorpresa, in numerose papere e in qualche polemica ben assestata.

 

Scaletta Sanremo 2018

 

Happy Groundhog Day 2018!

 

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Da Ricomincio da capo (QUI):

“Oggi due febbraio, alle ore sette e venti e trenta secondi, Punxsutawney Phil, il grande indovino, il pronosticatore dei pronosticatori, è emerso riluttante ma allegro a Punxsutawney in Pennsylvania. E ha annunciato in marmottese «A essere sincero, ho visto un’ombra». Il che significa altre sei settimane di inverno.”

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Ormai non serve più nemmeno che spieghi cosa significhi questa ricorrenza per me.  Per gli ultimi arrivati consiglio un veloce ripasso QUI e QUI.


Io sono già pronto per la festa. Niente scuse, aspetto solo di vedere la cerimonia.

Felice Giorno della Marmotta a tutti!

 

 

SITO UFFICIALE AL “GIORNO DELLA MARMOTTA”:

 http://www.groundhog.org/

PORTALE DOVE SEGUIRE L’INTERA CERIMONIA IN DIRETTA:
http://www.visitpa.com/groundhog-day-live-stream

La canzone di inizio mese – Febbraio 2018

Inauguriamo una nuova rubrica.
Di musica questo blog ne è pieno ed io ho sempre cercato di chiudere gli articoli con una canzone. Ma da questo mese la musica si prende la scena con più forza, tanto da ritagliarsi la centralità di questo post. 

Una sola canzone, un unico brano che apre il mese. Può essere un classico, il tormentone dell’anno o un pezzo a cui legare il momento che sto vivendo. 

Iniziamo, quindi, con una cover. Nel 2011 il DJ e produttore francese David Guetta pubblica un singolo la cui parte vocale viene affidata alla bellissima voce di Sia (tutta la storia QUI). Il singolo ottiene immediatamente molto successo, tanto da aprire il campo ad una serie copiosa di rifacimenti.

La versione che vi propongo è una cover (strumentale e di gran lunga più delicata dell’originale) affidata al talento di Collin McLoughlin. Questa è Titanium. Benvenuto febbraio.