Sanremo 2019

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Il Festival di Sanremo mi piace, e lo sapete. Solo che quest’anno non lo sento. Come ho già spiegato in occasione della passata edizione, non ho una buona affinità col direttore artistico Claudio Baglioni e questo ha un pò smorzato la mia curiosità che, in genere, precede di parecchio quest’evento.

Tuttavia, pur avendo già parlato ampiamente in passato del motivo del mio interesse per questa manifestazione, mi andava di lasciare una traccia della 69esima edizione del Festival qui su My World… 

Questa la lista delle canzoni in gara:

Arisa Mi sento bene
Loredana Bertè Cosa ti aspetti da me
BoomDaBash Per un milione
Federica Carta e Shade Senza farlo apposta
Simone Cristicchi Abbi cura di me
Nino D’Angelo e Livio Cori Un’altra luce
Einar Parole nuove
Ex-Otago Solo una canzone
Ghemon Rose viola
Il Volo Musica che resta
Irama La ragazza con il cuore di latta
Achille Lauro Rolls Royce
Mahmood Soldi
Motta Dov’è l’Italia
Negrita I ragazzi stanno bene
Nek Mi farò trovare pronto
Enrico Nigiotti Nonno Hollywood
Patty Pravo con Briga Un po’ come la vita
Francesco Renga Aspetto che torni
Daniele Silvestri Argentovivo
Anna Tatangelo Le nostre anime di notte
The Zen Circus L’amore è una dittatura
Paola Turci L’ultimo ostacolo
Ultimo I tuoi particolari

Ci credete se vi dico che non avevo ancora dato un’occhiata ai partecipanti? Bene. In quello che sembra essere il Festival dei ritorni, posso dire che, per quanto mi riguarda, l’attenzione sarà puntata sui brani di Arisa, Cristicchi, Renga e Silvestri, mentre scommetto su Nek come vincitore della sfida per la canzone più radiofonica. E poi c’è Ultimo che mi incuriosisce (la sua Ti dedico il silenzio mi sta accompagnando in questo periodo). 

Tanti i superospiti finora confermati, quasi tutti italiani: Eros Ramazzotti, Luis Fonzi, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Tom Walker, Ligabue, Elisa, Alessandra Amoroso, Andrea Bocelli, Giorgia e Antonello Venditti

Quel che è certo è che, Baglioni a parte, qualcosa resterà nella storia anche quest’anno. Perchè Sanremo è Sanremo. O così mi piace ancora pensare. 

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La ballerina del carillon e gli amici andati

Birthday and nature

 

Altro weekend alle porte. Stavolta piuttosto ricco, in termini di impegni. 

La tradizione che fino a qualche anno fa mi voleva tra i protagonisti della consueta partita di bowling è ormai uno sbiadito ricordo, ma la cosa non mi dispiace affatto. Quasi tutti i componenti dell’epoca si sono dimostrati tutt’altro che fedeli al sottoscritto. A dire il vero la maturità (?) mi ha permesso di chiarire parecchie dinamiche in merito alle mie amicizie. Nonostante i tantissimi messaggi di auguri ricevuti su Facebook, Whatsapp e similari, sono poche le persone che nel corso del tempo hanno dimostrato di cercarmi per il solo piacere di farlo e per dare prova di tenerci a me. La maggior parte mi cerca soprattutto per avere dei favori dalla mia professione, altri invece restano vicino soltanto finchè le cose vanno bene. Stamattina un vecchio amico delle medie che non sentivo da almeno un anno mi ha chiamato per avere una consulenza. Certo, prima mi ha fatto gli auguri, ma chiaramente non è stato quello il motivo della sua telefonata. In ogni caso, ho la scorza dura ormai, ed ho sviluppato un’empatia tale da riuscire a selezionare le amicizie. Stasera probabilmente festeggerò in famiglia, con coloro che davvero ci sono sempre stati. E sono felice.

Una canzone che ho sempre apprezzato di Ligabue è La ballerina del Carillon, brano contenuto nell’album Sopravvissuti e Sopravviventi. Nella prima strofa viene descritta la solitudine di un professore che nel giorno del suo compleanno si ritrova in un night a brindare alla ricorrenza. Ora, per quanto cupo possa sembrare questo scenario, a me ha sempre intenerito e, in un certo senso, affascinato. Ritrovo in questa canzone una malinconia positiva, di quelle che ti cullano e che ti trasmettono tranquillità.
Ecco, stasera sarà una serata tra pochi intimi (a meno di sorprese), ed io già pregusto il piacere di trascorrerla a modo mio

A questo punto vi lascio con la canzone succitata, augurandovi di passare un buon weekend e soprattutto una serena Pasqua. Buon ascolto.

 

Il primo ascolto di Mondovisione di Luciano Ligabue

La copertina di Mondovisione, album di Luciano Ligabue

La copertina di Mondovisione, album di Luciano Ligabue

 

Non è per togliere “lavoro” all’altro blog che amministr(av)o, Alone in Kyoto, ma di questo devo proprio parlarvene qui. Luciano Ligabue torna in giro con un nuovo album, il decimo in carriera registrato in studio, ed è una vera e positiva sorpresa. 

Premessa: Ho ascoltato il cd soltanto una volta, questa mattina. Per cui l’analisi va presa così com’è, con l’entusiasmo del momento e con la lucidità relativa di chi ha tenuto un sottofondo in guida che è andato man mano incredibilmente crescendo.

Seconda premessa: Io non sono uno che stravede per il nuovo Lucianone Nazionale (il vecchio è stato il compianto Pavarotti, poi c’è stato il buon vecchio Moggi), anzi, ho riconosciuto spesso il lato ruffiano del rocker di Correggio. E di ciò potete prenderne atto, se proprio ne avete voglia, leggendo tutti gli articoli presenti QUI.  Solo che questo nuovo lavoro proprio non me l’aspettavo così. 

E si, sono partito piuttosto prevenuto e scettico nei confronti di un prodotto molto pubblicizzato e commercialmente troppo appetibile per contenere qualcosa di veramente buono. D’altro canto, i cantanti cosiddetti famosissimi in patria sono soliti sedersi sugli allori, no?

Ed invece è proprio un ottimo lavoro, un racconto, a tratti malinconico, a tratti (come dallo stesso cantautore definito) incazzato di un epoca difficile per la maggior parte dell’umanità.

Il cd presenta 14 tracce inedite, di cui due strumentali (le furberie proprio non possiamo evitarle, eh Lucianì?). Una tracklist che personalmente ho apprezzato soprattutto nella seconda parte, dove esce fuori il Ligabue vecchia maniera, quello di Sopravvissuti e Sopravviventi (similitudine azzardata, lo so, prendetela con le molle), quello che si racconta e che cura i particolari musicali.  Particolarmente apprezzati, in prima battuta, sono stati Ciò che rimane di noi, La neve se ne frega e, sorpresa delle sorpresa, La terra trema, amore mio. Chi mi conosce lo sa, non sono molto incline alle canzoni troppo contestualizzate (in questo caso parliamo del Terremoto che ha colpito l’Emilia nel recente passato), ma con questa qui è stato amore a prima vista.

In conclusione, il primo approccio con Mondovisione mi ha lasciato un’impressione davvero positiva che, com’è ovvio che sia, andrà coltivata con la familiarità  che scaturisce dal tempo e dagli ascolti successivi.

Accidenti, solo ora mi accorgo di quanto è lungo questo articolo. E dire che pensavo che bastassero due righe. E invece…